Preoccupazione e fermezza: sono questi i toni con cui il deputato apuano Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura, interviene sulla possibile vendita del santuario di Soliera e sul degrado che da anni interessa anche l’ex istituto agrario adiacente.

«In seguito alla notizia della paventata vendita del santuario di Soliera – spiega Amorese – e alla situazione di abbandono nella quale versano sia la chiesa che il vicino ex istituto agrario, ci siamo immediatamente attivati».
Il parlamentare, accompagnato dai dirigenti provinciali del partito Bruno Quieti e Mattia Cardellini, ha effettuato un sopralluogo accurato all’interno della struttura, trovando materiali tecnico-scientifici ancora presenti nei locali: «Un patrimonio storico della nostra comunità che andrebbe salvato e tutelato».
Amorese ribadisce così la contrarietà di Fratelli d’Italia alla vendita del complesso, bene che definisce «prezioso e connotante per la Lunigiana». Una posizione già espressa anche dal consigliere provinciale del partito, Bruno Tenerani, senza però ottenere risposte soddisfacenti.
«Chiediamo che il santuario di Soliera venga eliminato dal piano delle alienazioni predisposto dalla Provincia di Massa Carrara – prosegue Amorese – perché un patrimonio simile non può essere ridotto a un immobile da quotare. Merita invece un progetto serio di tutela e di ristrutturazione».
Il deputato ricorda inoltre il ruolo svolto finora da un’associazione locale che si è dedicata alla cura del bene, e annuncia di essersi già attivato a livello istituzionale: «Ho avviato interlocuzioni costanti con il Ministero della Cultura e con la Soprintendenza affinché il santuario sia indiscutibilmente salvato».
Un appello, quello di Amorese, che mira a scongiurare l’alienazione e a restituire dignità a un luogo che, per storia e identità, resta un punto di riferimento per la Lunigiana.
