Caffaz: “Non so se la sindaca Arrighi sia intimamente antisemita, ma sul piano etico e politico sarebbe quasi meglio se lo fosse

Sta suscitando forti reazioni la decisione della sindaca Serena Arrighi di invitare le farmacie comunali gestite da Nausicaa ad aderire alla campagna di boicottaggio economico dei prodotti realizzati da aziende israeliane o a capitale israeliano.

Con una lettera indirizzata alla direttrice Lucia Venuti, la prima cittadina ha chiesto che le farmacie comunali evitino la vendita di farmaci generici del gruppo Teva, quando non vi sia una specifica prescrizione medica, in segno di solidarietà con la popolazione palestinese.

“Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria – ha spiegato Arrighi –. Con questo atto vogliamo lanciare un segnale e tenere alta l’attenzione su quanto accade in Palestina. Come amministrazione vogliamo stare dalla parte dei più deboli e degli oppressi”.

La sindaca ha ricordato che la richiesta si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione, sostenuto anche da una petizione con oltre 300 firme presentata da Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra, e dalle mozioni approvate dal consiglio comunale e da quello regionale di condanna delle violenze a Gaza.

La decisione, tuttavia, ha provocato reazioni dure dal fronte politico opposto.
Tra i primi a intervenire, Simone Caffaz, che ha espresso ferma contrarietà all’iniziativa della sindaca, giudicandola “inaccettabile” e “profondamente sbagliata sul piano politico e morale”.

Il dibattito è destinato a proseguire, anche perché la richiesta della sindaca non ha ancora trovato un riscontro formale da parte della società partecipata Nausicaa, che gestisce sei farmacie a Carrara e una a Fivizzano.

Intanto, la decisione di Carrara si inserisce in un contesto nazionale in cui il tema del boicottaggio economico dei prodotti israeliani continua a dividere opinione pubblica e politica, tra chi lo considera un atto di solidarietà civile e chi lo giudica una misura discriminatoria.