Stato di agitazione e una giornata di sciopero proclamata per il 1° ottobre nello stabilimento Solvay di via degli Oliveti, la ex Bario.

La protesta nasce dopo l’annuncio di nove esuberi: tre licenziamenti già comunicati entro aprile (due al front office e uno al commerciale) e ulteriori sei tagli previsti tra gli operai.

Lo stabilimento occupa 116 lavoratori e produce da oltre sessant’anni composti chimici fondamentali: bario per batterie e vernici, solfidrati per concerie, stronzio e calcio ad alta purezza. Ma la concorrenza internazionale, in particolare quella cinese, e le conseguenze della guerra in Ucraina hanno colpito duramente la produzione dei cosiddetti “puri”, che si è dimezzata.

A Massa il front office verrebbe eliminato e trasferito in Portogallo, il commerciale ridotto, mentre nel settore dei puri ci sarebbero altri sei esuberi. Probabilmente e’ solo l’inizio di una riorganizzazione complessiva del gruppo.

La vertenza è approdata anche in Parlamento: il deputato Andrea Barabotti ha interrogato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo quali misure intendano adottare «per stroncare sul nascere questa crisi». Dal Mimit è arrivata una prima rassicurazione: «massima attenzione» al caso.

Intanto è prevista una mobilitazione nel mese di ottobre.