Bisognerà attendere ancora qualche settimana prima di vedere avviati i lavori di rimozione del materiale a bordo della Guang Rong, la nave cargo incagliata lo scorso 28 gennaio davanti al litorale di Marina di Massa dopo essersi scontrata con lo storico pontile della frazione.

L’inizio del cantiere, inizialmente previsto per metà settembre, dovrebbe slittare ai primi di ottobre. Durante l’ultima riunione con enti e tecnici delle ditte incaricate, sono emerse infatti osservazioni e richieste di integrazione al progetto.

In questi giorni si sta lavorando per adeguare il piano, che sarà nuovamente sottoposto al vaglio delle autorità competenti. Solo dopo l’approvazione definitiva potranno partire le operazioni di rimozione.

Nel frattempo cresce l’attesa per le analisi di Arpat, attese a breve, che dovranno chiarire i dubbi legati a possibili sversamenti in mare. Secondo le prime indiscrezioni non ci sarebbero stati danni ambientali rilevanti, ma solo la conferma ufficiale dell’agenzia regionale potrà rassicurare cittadini e associazioni ambientaliste.

A preoccupare sono soprattutto le 400-500 tonnellate di materiale finite in acqua. «La caduta è avvenuta la notte stessa dell’incidente – ha spiegato il comandante della Capitaneria di porto di Marina di Carrara, Tommaso Pisinoe non ci risultano ulteriori crolli nei giorni successivi. Inoltre, non sarebbe stato esposto a un eventuale contatto con oli o idrocarburi».

Le panne assorbenti e le misure di sicurezza predisposte subito dopo l’incidente avrebbero inoltre limitato i rischi di contaminazione.

Il piano, ancora in bozza, prevede una rimozione a lotti del tout venant trasportato dalla nave, con campionamenti Arpat su ogni sezione.

Il materiale sarà portato alla banchina Taliercio del porto di Carrara, dove – se giudicato idoneo – potrà tornare al legittimo proprietario e riprendere il suo viaggio verso Genova, destinazione originaria per la realizzazione della diga foranea del porto. Qualora invece fossero rilevate tracce di oli o idrocarburi, la proprietà dovrà provvedere allo smaltimento.

Il conto alla rovescia per liberare il litorale apuano dalla presenza ingombrante della Guang Rong è quindi partito, ma i tempi restano legati al via libera definitivo delle autorità e ai risultati delle analisi ambientali.