di Gi.Be

In Toscana la politica sembra aver smarrito la bussola. L’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle viene spacciato come un passo avanti, ma agli occhi di tanti cittadini appare per quello che è: un inciucio, l’ennesima giravolta che cancella in un colpo solo coerenza e credibilità.

Chi fino a ieri difendeva il rigassificatore di Piombino e combatteva il reddito di cittadinanza, oggi si ritrova al fianco di chi ha sostenuto esattamente l’opposto. Un patto nato non sui contenuti, ma sulla paura di perdere voti e poltrone.

Il leader di Azione lo dice chiaro: «È una vergogna». E ha ragione. Perché qui non si tratta di alleanze, ma di prese in giro.

Giani e il Pd si piegano ai diktat degli ex grillini e a Roma brindano, mentre in Toscana gli elettori si chiedono che fine abbiano fatto i programmi veri, quelli che parlano di lavoro, sanità, infrastrutture.

Il rischio è che questa campagna elettorale diventi solo una fiera di slogan e di “no” ideologici, senza affrontare i nodi reali che tengono la regione ferma.

E intanto, tra rigassificatore, aeroporto di Firenze e termovalorizzatori, la politica si chiude nel palazzo e lascia i cittadini a guardare.

La Toscana merita serietà, non mercanteggiamenti da ultima ora. O la politica torna a parlare chiaro, o saranno gli elettori – stanchi di giochi e teatrini – a presentare il conto.