In attesa della proclamazione ufficiale da parte dell’Ufficio centrale, il nuovo consiglio regionale della Toscana prende forma con la conferma di Eugenio Giani alla presidenza e una composizione politica che riflette, in parte, l’equilibrio del precedente mandato ma con alcune significative novità territoriali.

La maggioranza di Giani

Il blocco di centrosinistra, che sostiene il governatore, sarà formato da 24 consiglieri:

  • Partito Democratico (15 seggi):  Iacopo Melio e Simona Querci (candidati regionali); Filippo Boni (Arezzo), Leonardo Marras (Grosseto), Alessandro Franchi (Livorno), Mario Puppa (Lucca), Gianni Lorenzetti (Massa Carrara), Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo (Pisa), Bernard Dika (Pistoia), Simone Bezzini (Siena), Matteo Biffoni (Prato), Andrea Vannucci (Firenze 1), Serena Spinelli (Firenze 2), Brenda Barnini (Firenze 3)
  • Casa Riformista (4): tra i quali Stefania Saccardi e Francesco Casini, due figure di spicco dell’area renziana.
  • Alleanza Verdi Sinistra (3): con Alessandra Fallani, Massimiliano Ghimenti e Lorenzo Falchi.
  • Movimento 5 Stelle (2): Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli riconfermano la presenza pentastellata nell’aula di Palazzo del Pegaso.

La nuova opposizione

Sul fronte del centrodestra, accanto al candidato presidente Alessandro Tomasi, siederanno:

  • Fratelli d’Italia (12 seggi), che resta il primo partito dell’opposizione con rappresentanti in tutte le province, tra cui Marco Guidi (Massa Carrara), Gabriele Veneri (Arezzo), Luca Minucci (Grosseto), Marcella Amadio (Livorno), Vittorio Fantozzi (Lucca) Diego Petrucci (Pisa), Alessandro Capecchi (Pistoia), Enrico Tucci (Siena), Chiara La Porta (Prato), Jacopo Cellai (Firenze 1), Matteo Zoppini (Firenze 2), Claudio Gemelli (Firenze 4)
  • Forza Italia (2), con Jacopo Maria Ferri (Massa Carrara) e Marco Stella (Firenze).
  • Lega (1), che elegge Massimiliano Simoni come candidato regionale.

Restano fuori dal consiglio le forze minori del centrodestra, È Ora e Noi Moderati, che non hanno superato la soglia del 3%, e Toscana Rossa, rimasta sotto il 5% pur ottenendo più voti di Lega e Movimento 5 Stelle, che hanno beneficiato dell’effetto coalizione.

Il nuovo equilibrio dei seggi

Complessivamente, sono 36 i seggi assegnati ai candidati circoscrizionali, più quattro riservati (uno al candidato presidente Tomasi, due al listino regionale PD e uno al listino regionale Lega).
Rispetto alle elezioni del 2020, si registrano variazioni importanti:

  • Arezzo passa da 4 a 2 seggi,
  • Firenze 1 da 8 a 6,
  • Massa Carrara cresce da 1 a 3,
  • Pisa sale da 4 a 6,
  • Grosseto da 1 a 2,
    mentre restano stabili Livorno, Firenze 2-3-4, e Prato e Siena guadagnano un seggio ciascuna.

Proprio Pisa e Firenze 1 risultano le circoscrizioni più rappresentate, con sei consiglieri regionali ciascuna. A Pisa, inoltre, il PD conquista anche il seggio rimasto libero dopo la doppia elezione di Gianni Lorenzetti, risultato tra i più votati in provincia di Massa Carrara e inserito nel listino regionale.

Possibili cambi in vista

La composizione definitiva della maggioranza potrà subire variazioni in caso di nomine in Giunta, che comporteranno la surroga con i primi dei non eletti. Nella minoranza, invece, Chiara La Porta, deputata di Fratelli d’Italia, dovrà optare per una delle due cariche.

Con questa nuova assemblea, la Toscana si prepara a cinque anni di governo in continuità con la linea del centrosinistra, ma in un contesto politico più articolato e con nuove rappresentanze territoriali, soprattutto dalle province del nord-ovest.