Doveva essere una serata di musica e festa all’Arena della Versilia, ma il concerto di Sfera Ebbasta si è trasformato in un incubo tra urla, spintoni, pugni e un clima di tensione crescente che ha portato l’artista a interrompere l’esibizione con parole dure: «Non sapete divertirvi, siete dei babbi».

La scintilla è scattata nel cuore del mosh pit, quell’area sotto palco in cui i fan si lanciano in danze sfrenate, salti e contatti fisici al limite. Ma al Cinquale, nella notte di sabato, qualcosa è andato storto. Quello che doveva essere un cerchio per ballare e sfogare l’energia del concerto è degenerato in una vera e propria rissa tra gruppi di adolescenti.

La dinamica non è ancora del tutto chiara. Alcuni testimoni sostengono che sia stato proprio Sfera, come spesso accade nei suoi live, a invitare il pubblico ad aprire il cerchio e “caricare” l’atmosfera. Ma il momento è sfuggito di mano: spintoni sempre più aggressivi, facce tese, calci assestati con forza, e pugni che hanno acceso la miccia della violenza.

A nulla sono valsi i richiami dell’artista, che ha provato più volte a riportare la calma parlando direttamente al pubblico. Alla fine, esasperato, ha fatto fermare la musica e interrotto lo spettacolo. L’intervento della sicurezza è stato necessario per contenere la situazione e allontanare i soggetti più agitati.

Delusione e rabbia tra i fan, molti dei quali giovanissimi. Diverse le proteste di ragazzi e ragazze che hanno assistito impotenti alla scena, mentre il concerto si concludeva anzitempo tra insulti, fischi e una generale sensazione di amarezza. «Siamo venuti per ascoltare Sfera, non per vedere gente che si mena», ha commentato un giovane spettatore all’uscita.

L’episodio accende nuovamente i riflettori sul problema della gestione del pubblico nei concerti con un target molto giovane, dove il confine tra divertimento ed eccesso rischia spesso di sfumare. Sfera Ebbasta, che nel corso della sua carriera ha più volte sottolineato l’importanza del rispetto reciproco ai suoi live, questa volta ha scelto di non soprassedere. E il messaggio, seppur amaro, è arrivato forte e chiaro.

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