È stato confermato un nuovo caso di peste suina africana (Psa) in Lunigiana. Il virus è stato rilevato nella carcassa di un cinghiale rinvenuto nei giorni scorsi in località Crocetta, nei pressi del borgo di Arzengio, nel comune di Pontremoli. Le analisi di laboratorio hanno dato esito positivo, facendo scattare misure immediate di contenimento previste dal protocollo nazionale.
A seguito della conferma della positività, sono state sospese tutte le battute di depopolamento nel comune di Pontremoli e in quello limitrofo di Filattiera. La decisione, adottata su disposizione del Commissario straordinario per la Psa, ha suscitato forti reazioni tra gli agricoltori della zona. In un periodo delicato come quello della mietitura, le incursioni dei cinghiali nei campi – già pesantemente danneggiati – stanno aggravando ulteriormente la situazione. “Raccogliamo meno grano del previsto, i cinghiali hanno devastato interi appezzamenti”, lamentano molti agricoltori.
La peste suina africana, lo ricordiamo, è un virus altamente contagioso per i suidi – cinghiali e maiali domestici – ma non rappresenta un pericolo per l’uomo. Tuttavia, la sua diffusione ha importanti ripercussioni economiche e sanitarie sull’allevamento suinicolo e sulla gestione faunistica.
Una nota positiva arriva dall’attivazione di nuove misure di contenimento: sono state recentemente installate alcune pig brigs, speciali gabbie di cattura per cinghiali di origine americana, nei comuni di Pontremoli, Mulazzo e Filattiera. Questi dispositivi sono stati collocati presso aziende agricole che hanno già subito ingenti danni, con l’obiettivo di ridurre la pressione degli ungulati nelle aree più colpite.
Nonostante gli sforzi, il contenimento del virus si conferma difficile soprattutto nelle aree di confine della Lunigiana, dove il passaggio tra regioni e la fitta vegetazione rendono complicate le operazioni di sorveglianza e controllo. Le autorità invitano a segnalare tempestivamente animali morti o comportamenti anomali nella fauna selvatica e chiedono la massima collaborazione da parte di agricoltori, allevatori e cittadini.
