Oggi alla Camera dei deputati si è acceso il dibattito sul futuro del porto Marinello, uno scalo strategico per la logistica della Toscana e dell’Italia settentrionale.
Il contesto è quello dell’esame del Decreto-legge Infrastrutture, provvedimento ampio che mira, tra l’altro, a una gestione più ordinata e moderna del demanio portuale e marittimo.
Tra i temi al centro dell’attenzione parlamentare, spicca l’ordine del giorno depositato dal deputato della Lega Andrea Barabotti, che delinea la rotta per lo sviluppo dello scalo. Una roadmap ambiziosa, che poggia su due grandi pilastri: il nuovo Piano regolatore portuale e la ridefinizione della giurisdizione amministrativa del porto.
La priorità: un nuovo Piano regolatore
Barabotti è chiaro: il primo passo, «improcrastinabile», è l’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale, che dovrebbe rimpiazzare quello ormai obsoleto del 1981. Il piano è in attesa del via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che – secondo le stime dell’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, Mario Sommariva – potrebbe arrivare tra ottobre e novembre 2025. Barabotti esorta a evitare dispersioni e dibattiti sterili che rischierebbero di rallentare un processo già lungo e complesso.
Il nodo giurisdizione: divorzio rimandato
Il secondo punto toccato dall’esponente leghista riguarda la possibile uscita del porto dalla giurisdizione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale (sede a La Spezia) e il suo eventuale passaggio sotto quella del Mar Tirreno settentrionale (con sede a Livorno). Una proposta che aveva già raccolto consensi politici trasversali, nonché l’appoggio del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Ora però, Barabotti sospende momentaneamente l’ipotesi di questo “divorzio”, non per un ripensamento, ma perché ritiene più opportuno affrontare il tema nel contesto di una «riforma complessiva della portualità italiana». Una visione sistemica, che mira a riorganizzare l’intero assetto degli scali nazionali con logiche più moderne e funzionali.
Marinello come polo logistico strategico
Nel suo intervento, Barabotti ha descritto il porto Marinello come un «centro logistico di rilievo» per l’intera area tirrenica e settentrionale. Perché questa potenzialità si concretizzi, è necessario – afferma – centrare alcuni obiettivi strategici: la realizzazione di un travel lift per la movimentazione delle imbarcazioni, l’accelerazione del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese e l’esecuzione tempestiva delle operazioni di dragaggio del porto.
Preoccupazioni ambientali: il tema dell’erosione
Accanto alla spinta per lo sviluppo, emergono legittime preoccupazioni sul piano ambientale, in particolare per quanto riguarda i potenziali effetti erosivi delle opere a mare previste nel nuovo Piano regolatore. «È essenziale – sottolinea Barabotti – un approfondimento tecnico-scientifico di alto profilo» per valutare con rigore tutti gli impatti e studiare eventuali alternative progettuali, coinvolgendo i Comuni e gli enti competenti in un dialogo trasparente.
Il destino del porto Marinello si intreccia così con quello della riforma infrastrutturale italiana. La discussione odierna alla Camera apre uno scenario articolato, tra esigenze di crescita economica, tutela ambientale e ridefinizione dell’architettura istituzionale del sistema portuale. Il futuro dello scalo, oggi più che mai, si gioca su un equilibrio sottile ma decisivo.
