Una scoperta emozionante per i volontari del WWF: la sabbia restituisce i segni di un’antica danza naturale.

Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, la sabbia dorata di Marina di Massa ha raccontato una storia antica e preziosa: quella del passaggio notturno di una tartaruga marina.

Intorno alle 5.30, durante il consueto monitoraggio mattutino degli arenili, i volontari del WWF di Massa hanno individuato le tracce inconfondibili lasciate da un esemplare di Caretta caretta che, presumibilmente nella notte, è uscita dal mare per deporre le uova.

Il primo segno è stato rilevato nei pressi dello stabilimento balneare Malù, mentre un secondo, ancora più evidente e con sabbia smossa, è stato rinvenuto poco più a sud, nei pressi del bagno Henderson. I volontari, grazie all’esperienza maturata negli anni, non hanno avuto dubbi: si trattava di una vera e propria nidificazione. La conferma ufficiale è arrivata poco dopo, grazie allo scavo esplorativo effettuato dai biologi di ARPAT, intervenuti prontamente sul posto.

Questa nidificazione rappresenta un evento straordinario: è infatti la prima registrata in Toscana nel 2025, e si distingue anche per la sua collocazione geografica insolitamente settentrionale e per il notevole anticipo rispetto agli anni passati. A titolo di confronto, nel 2023 il primo nido massese fu individuato il 19 giugno, mentre nel 2024 addirittura il 1° luglio. Anche nel biennio 2021-2022, le prime nidificazioni erano state documentate tra fine giugno e inizio luglio.

Dal 1° giugno è attivo in tutta la Toscana un capillare programma di monitoraggio dei tratti di spiaggia sabbiosi, volto a individuare e proteggere i nidi di Caretta caretta. L’attività, coordinata da volontari e associazioni ambientali, coinvolge anche le altre province costiere toscane, inclusa l’Isola d’Elba.

Questi avvistamenti rientrano nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest, un’iniziativa quinquennale che prevede il monitoraggio di circa 8.000 chilometri di costa, comprese 64 aree protette della Rete Natura 2000. L’obiettivo è comprendere in che modo il cambiamento climatico stia influenzando l’espansione dell’areale riproduttivo della tartaruga Caretta caretta verso nord, e come ciò incida sulla temperatura di incubazione, sul successo della deposizione e sulla sopravvivenza delle nuove generazioni.

I dati raccolti saranno resi disponibili sul sito ufficiale di ARPAT, nella sezione dedicata alla biodiversità marina. Nel frattempo, a Marina di Massa, la natura ha già lasciato un segno tangibile del suo silenzioso ma potente risveglio.