Si è tenuta questa mattina presso la sala di rappresentanza del Comune di Montignoso la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione relativa alla discarica dell’ex Cava Fornace e le recenti analisi eseguite da ARPAT in seguito all’incidente che ha causato lo smottamento di un versante all’interno della stessa lo scorso 6 maggio.

Arpat rappresentata dall’ingegnere Stefano Santi responsabile del Settore indirizzo tecnico delle attività della Direzione tecnica, ha relazionato solo sugli aspetti ambientali facendo presente che “trattasi di scenario non preoccupante in quanto non sussistono pericoli per l’ambiente e per l’incolumità pubblica. Tuttavia dalle analisi in corso, è emersa la presenza di fibre di amianto nel sedimento che il percolato ha depositato sul fondo della Fossa Fiorentina. Il fatto che sia presente un battente di acqua sulla Fossa Fiorentina rende indisponibile l’amianto alla respirazione e quindi lo rende innocuo. Appena le analisi saranno concluse, forniremo il quadro completo dei risultati “.

L’evento avvenuto esattamente una settimana fa ha portato ad una significativa revisione del percorso che potrebbe sancire la chiusura della discarica, che è stato ribadito anche oggi. La sospensione del PAUR e l’obbligo di ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno della discarica hanno aperto una nuova prospettiva, incanalando un percorso completamente nuovo.

“Seguiamo con grande attenzione quanto successo e voglio ringraziare in particolare Arpat e le amministrazioni comunali per il lavoro che si sta continuando a svolgere” – ha dichiarato l’Assessora regionale Monia Monni presente questa mattina – la Regione ha difeso nei tribunali amministrativi la scelta di sottoporre il progetto di continuazione ad iter valutativi rigorosi e oggi più che mai vediamo come fosse stata corretta quella decisione. Non serve alimentare polemiche e clamore, ma servono rigore e corrette informazioni. Arpat ha comunicato di aver rilevato presenza di fibre di amianto nei sedimenti, chiarendo però che c’è una situazione di “intrinseca sicurezza” perché non c’è dispersione in aria e quindi rischi di inalazione. Ripeto il controllo sarà rigoroso e attento. Ho incontrato con piacere i rappresentanti del comitato a margine della conferenza stampa insieme al Sindaco di Montignoso per raccontare loro il lavoro che si sta svolgendo in queste ore e le competenze che regioni e comuni hanno su questa vicenda”.

“La richiesta di chiusura della discarica, avanzata da Montignoso e Pietrasanta, è una richiesta che abbiamo sostenuto a lungo anche attraverso gli indirizzi dei nostri consigli comunali”, ha aggiunto il Sindaco Gianni Lorenzetti. “L’evento imprevisto ci induce a intraprendere un percorso che sembra irreversibile. Un percorso condiviso che ha visto la nostra collaborazione negli anni con la Regione e tutti gli enti interessati. L’evento imprevisto che si è verificato all’interno di ex Cava Fornace ha modificato gli scenari delle fasi autorizzative per la discarica. Tutto questo ci pone di fronte a una situazione che appare irreversibile e che richiede un’azione decisa, ma torno a ripetere e sottolineare che la chiusura da sola non è sufficiente, è necessario un piano di gestione post-mortem.

Ringrazio Arpat per il lavoro svolto nell’assicurare la popolazione – conclude Lorenzetti come amministrazione l’impegno di restare vigili e consapevoli che, pur non dovendo rappresentare un pericolo diretto, saranno effettuate ulteriori analisi per monitorare l’evolversi della situazione”

“L’intervento delle amministrazioni locali, delle forze dell’ordine e di tutta la parte tecnica degli enti interessati è stato immediato, il giorno del disastro – ha ricordato Alberto Stefano Giovannetti, sindaco di Pietrasanta – ma quello che è accaduto, al netto di tutte le rassicurazioni che possiamo avere dal punto di vista ambientale, resta un grosso campanello di allarme di tipo strutturale: l’ex cava Viti non è adeguata né proporzionata per sopportare l’attività di discarica. Il crollo è avvenuto su un versante che ha raggiunto la quota massima autorizzata di 43 metri: cosa può succedere, se saliamo a 98? Auspico fortemente che le forti prese di posizione, soprattutto da parte della Regione, scatenate dall’evento del 6 maggio non vadano a scemare dopo la scadenza elettorale ma portino nella direzione che anche con il nostro consiglio comunale abbiamo sostenuto: chiusura e bonifica della discarica.”

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