Sempre più donne si rivolgono ai centri antiviolenza per chiedere aiuto perché purtroppo i numeri di persone maltrattate, a più livelli, sono ancora molto alti. Lo confermano i dati rilasciati dal centro D.u.n.a. di Massa dove opera l’associazione A.r.pa.. Nell’anno appena concluso il centro ha accolto 95 nuove donne per un totale di oltre duecento assistite, la maggior parte tra i 40 ed i 49 anni, una decina tra i 18 e i 29 anni e tra cui figura anche una donna pensionata over 70. Delle donne che si sono rivolte al centro antiviolenza massese ben 73 sono italiane e 18 straniere; in 75 risultano residenti nel comune di Massa, 4 in Toscana e 9 arrivano da altre regioni per motivi di sicurezza o di allontanamento dalla persona minacciosa. Sono donne che hanno studiato, in molte con un lavoro fisso o precario e quindi autonome anche economicamente. La maggior parte, 81 di loro, ha subito violenza psicologica, 63 quella fisica, 15 sessuale, 40 economica, un caso di prostituzione, 24 di stalking ed uno di mobbing. Quasi tutte sono state aggredite o umiliate da chi avevano o hanno accanto considerato che 36 di loro ancora vivono con il maltrattante. L’autore delle violenze per 25 donne è stato l’attuale coniuge, 41 donne hanno subito violenza da un ex marito o compagno, 3 dal datore di lavoro, 4 dal figlio. Gli aggressori sono quasi tutti italiani, ben 74, e venti sono dipendenti da sostanze. Ma il centro antiviolenza D.u.n.a. si occupa sempre più spesso anche dei bambini vittime di violenza assistita, nel 2017, 101 casi su un totale di 118 figli delle donne arrivate al centro. E poi c’è la casa rifugio dove, sempre l’anno passato, sono state inserite cinque donne con sette figli vittima di violenza assistita di cui quattro minori. Quattro di loro avevano il maltrattante tra le mura di casa.