Toscana Attiva è presente all’interno della commissione urbanistica con il sottoscritto consigliere in qualità di capogruppo.

La dimostrazione, oltre le chiacchiere da bar, che un progetto si segue perché è necessario essere informati e partecipare ad uno strumento che, speriamo, cambi il volto della città.

Il percorso partecipativo, però, è stato un disastro, inaspettato da chi ha vinto una campagna elettorale promettendo, oltre alla partecipazione, la massima trasparenza.

Abbiamo assistito a scontri politico-dialettici tra chi era a governare, con l’attuale sindaco in Giunta, e adesso si ritrova all’opposizione sopportando e mal celando la rabbia di vedere un sindaco non gradito che ha fatto loro le scarpe.

Scaramucce e tirate di giacca, forse per non aver potuto prendere parte alle decisioni “importanti” dopo aver imbastito il percorso circa 8 anni fa.

Sinceramente noi di centro destra abbiamo seguito attentamente questi percorsi, del Piano strutturale prima e del RU adesso, senza dimenticarci del Regolamento Edilizio che è passato in oblio.

Abbiamo emendato il RU, e ci siamo astenuti dal votarlo perché uno strumento urbanistico occorre, ma fatto bene: non un pezzo di carta IMPERFETTO (come lo ha definito più volte il sindaco).

Ciò che, però, fa veramente indignare, dimostrando tutta la presunzione di chi amministra, è il fatto che si continui a scagliare la colpa dei ritardi ai consiglieri.

Poniamo l’accento su alcuni punti salienti che dimostrano quanta omertà avvolga questo strumento di pianificazione territoriale.

Personalmente in commissione ho ufficialmente chiesto, dopo che erano stati chiusi i termini per la presentazione delle osservazioni, che ci fossero consegnate in modo da poterci permettere di farci subito un quadro della portata delle stesse, scevri dal condizionamento del giudizio degli uffici.

Richiesta inascoltata: vuoi per disinteresse del Presidente della commissione che non si è mai attivato presso gli uffici; vuoi perché l’amministrazione ha, dapprima blindato le osservazioni, poi ha pensato bene di metterle a disposizione per la consultazione, ma creando l’impossibilità di ottenerle perché 3000 osservazioni (o quante sono) immaginiamo quanto tempo ci voglia a fotocopiarle e con che spreco.

Inoltre il supporto magnetico con le sintesi e le controdeduzioni, ad oggi, non ci è stato consegnato: dobbiamo restare all’oscuro.

Ad oggi, stranamente, nessuno si prende la briga di dire ESATTAMENTE quante siano queste osservazioni, ma si fa riferimento ai 1600 numeri di protocollo: un segreto di stato che, in caso di numero elevato, dimostrerebbe quante correzioni si renderanno necessarie per sopperire alle varie richieste di “aggiustamento”.

La storia degli ARU è parte di questa vicenda: anche in questo caso l’amministrazione ha dimostrato assoluta incoerenza ed incapacità a dettare una linea che animasse questo RU. Infatti la collaborazione tra privati, attraverso gli ARU, avrebbe dovuto consentire all’amministrazione, favorendo nuova edificazione, di usare lo strumento della perequazione per cambiare l’assetto della città intervenendo su opere pubbliche.

Sappiamo com’è andata: una rivolta dei cittadini dei vari ARU che ha costretto il sindaco a fare molti passi indietro “promettendo” di stralciare molti ARU dal RU.

Ed il piano B dov’era?

Ossia, se l’intento dell’amministrazione era quello di prevedere una città urbanisticamente migliore, doveva avere il coraggio di presentare, in alternativa agli interventi dei privati, un piano degli espropri che avrebbe significato procedere lo stesso a cambiare l’assetto urbanistico qualora i privati non avessero accettato di associarsi per presentare un piano di intervento.

Ma troppo oneroso e, indubbiamente, troppa responsabilità che non sono stati in grado di assumersi.

Le osservazioni, quindi, sono rimaste sconosciute ai consiglieri, forse anche perché il sindaco non si “fidava” a divulgarle all’esterno del “cerchio magico”.

Però, improvvisamente, appaiono alcune “integrazioni” a certe osservazioni: chieste dagli uffici o presentate “spontaneamente” dai materiali artefici delle osservazioni?

E se fossero state chieste dagli uffici, perché, magari, non sì è detto a tutti che fosse possibile presentare integrazioni per meglio specificare quanto osservato?

Anche in questo caso si brancola nel buio.

Arrivano, poi, i tecnici esterni del comune, materiali redattori del RU, che redigono un promemoria, avallato dal sindaco, per come si dovrebbe procedere all’esame delle osservazioni in commissione e giungere presto in Consiglio comunale per l’approvazione.

Anche in questo caso, esautorato completamente il ruolo della commissione e dei consiglieri: si chiede di adeguarsi alla proposta.

Ed arriviamo alle ultime chicche: la commissione deve essere secretata.

Per quale motivo e con quale timore porre il segreto sulle osservazioni con il timore di fughe di notizie o di possibili speculazioni?

Non è forse peggio mantenere tutto avvolto dal segreto instillando la legittima suspicione che, così facendo, si avvantaggerebbero pochi fortunati?

E la ciliegina sulla torta l’ha fornita proprio colui che ha creato questo marasma: il sindaco.

A luglio 2018 scadranno le clausole di salvaguardia e per non ricominciare tutto daccapo sarebbe meglio votare un RU “IMPERFETTO” ma migliorabile nel tempo.

Come dire: abbiamo impiegato 8 anni in un percorso che, riteniamo anche noi, difficile; abbiamo speso oltre un milione di euro dei massesi; abbiamo creato uno strumento iniziale che, dopo l’adozione, ha dimostrato di essere poggiato su basi d’argilla e che su varie sollecitazioni e pressioni (anche politiche) è stato stralciato; abbiamo, insomma, elaborato una pianificazione territoriale approssimativa, ma sempre meglio che niente dopo oltre 40 anni di inesistenza di strumento urbanistico.

In sostanza, non siamo stati in grado di fare meglio, però dateci nuovamente il vostro voto che lo miglioreremo.

Questo è quanto succede, sistematicamente e ad arte, da anni in questa città.

E tutti, miracolosamente, si dimenticano di quanto NON è stato fatto in nome della solita promessa a fare qualcosa nel prossimo mandato.

Magari con l’appoggio, come avviene attualmente, di quella opposizione di facciata.

 

Il consigliere comunale di Toscana Attiva

Stefano Caruso