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giovedì, 8 giugno, 2017

https://www.antenna3.tv/2017/06/08/i-comitati-no-aru-di-aru5-1-castagnola-quercioli-rocca-e-turano-intervengono-sulla-secretazione-delle-riunioni-della-commissione-urbanistica-del-comune-di-massa/

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I comitati no aru di Aru5.1, Castagnola, Quercioli, Rocca e Turano intervengono sulla “secretazione” delle riunioni della commissione urbanistica del comune di Massa

di  Redazione web

Non c’è niente da fare. La lingua batte dove il dente duole. E sul regolamento urbanistico, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, il dente dolente dell’amministrazione comunale di Massa si chiama trasparenza. Una amministrazione che dopo la prova non encomiabile, usando un eufemismo, nella fase pre e post prima approvazione, ha deciso, a quello che pare, di “secretare” le sedute della Commissione Urbanistica, fatto eccezionale, considerato che di norma le sedute sono pubbliche.

La materia è demandata al Regolamento del Consiglio Comunale, trattandosi di un provvedimento di carattere restrittivo rispetto alla regola generale della pubblicità, è pacifico che la casistica individuata dal Regolamento del Comune non sia suscettibile di estensione in via analogica. L’art.25 del regolamento prevede infatti che i casi di segretezza delle sedute delle commissioni consiliari sono limitati:

1) ai casi in cui vengano trattati argomenti che comportino apprezzamento delle capacità, moralità, correttezza ….. delle persone

2) ai casi in cui vengano esaminati fatti e circostanze che richiedano valutazioni delle qualità morali e delle capacità professionali di persone.

Al di fuori di queste due ipotesi di stretta interpretazione non è dato svolgere le riunioni delle commissioni in seduta segreta.

La dottrina prevalente conviene sul fatto che i casi di esclusione della pubblicità delle sedute consiliari siano una assoluta eccezione, e che gli stessi siano giustificabili essenzialmente solo da motivazioni di ordine pubblico, ovvero riferibili ai casi in cui debbano essere trattate questioni concernenti singole persone e vi sia al contempo un’effettiva e grave esigenza di riservatezza. Compito del regolamento è quindi di individuare e fissare, in forma analitica e tassativa (trattandosi di deroga ad un diverso e contrario principio fissato dal legislatore), i casi di esclusione della pubblicità delle sedute conferendo al presidente della assemblea il potere di disporre la celebrazione segreta delle relative riunioni.

Altri comuni hanno inserito una clausola che potrebbe essere estensiva, ovvero quando la pubblicità potrebbe arrecare grave pregiudizio all’interesse del comune: ma non è il nostro caso. Le sedute a porte chiuse sono un evento eccezionale e come tali hanno dei confini ben precisi.

Siamo così sicuri che il mancato rispetto delle norme regolamentari rispetto alla pubblicità delle sedute non possa in futuro contribuire ad inficiare tutto il procedimento del regolamento urbanistico? Forse non era il caso che la deroga alla pubblicità della seduta fosse vagliata dal consiglio comunale?

Non si usino, quindi, foglie di fico posticce per coprire la scarsa voglia di trasparenza della amministrazione comunale di Massa su questa vicenda. Ce n’è già stata troppo poca, a essere benevoli, in passato.

ore: 17:05 | 

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