La nostra città è ferma da almeno 8 anni. Ferma al palo. La categoria dei geometri non può
più aspettare.
L’edilizia è una macchina con un motore in grado di far muovere una marea di settori ad essa collegati.
Era il 7 aprile 2009 quando con delibera n. 32 si adottava il Piano Strutturale con sospensione dei titoli
edilizi di nuova edificazione; ancora era il lontano 2010 quando con delibera n. 66 si adottava il Piano
Strutturale con relative misure di salvaguardia; finalmente dopo 5 anni, con delibera di Consiglio Comunale
n. 58 del 24/07/2015, si adottava il Regolamento Urbanistico.
Da quella data ad oggi questa città si è come addormentata in attesa di approvazione del Regolamento
Urbanistico che tarda ad arrivare.
Tutto ciò che è collegato al mondo del mattone è al collasso.
Eppure, un eventuale nuovo regolamento urbanistico ci sarebbe………ma tarda, e non si sa perché, a
partire.
Un regolamento nel frattempo già vecchio, dove l’unica possibilità di edificare sarebbe consentita
all’interno delle Aree di Riorganizzazione Urbanistica. Ma cos’è un’ A.R.U.? E’ una zona individuata dal R.U.
dove, mediante una sorta di cooperazione, più proprietari decidono di realizzare una nuova edificazione
passando per l’urbanizzazione dell’area stessa. Ricorda molto il Comparto Edificatorio. Un progetto tutto
europeo fallito almeno 15 anni fa. Arriviamo sempre tardi. Copiamo il modello europeo con un ritardo
quasi commovente. Ma la lotta al consumo del suolo non era una priorità di questa amministrazione?
Torniamo sul R.U. obsoleto ma comunque necessario. Qualche intervento sarà consentito sul patrimonio
edilizio esistente. Fuori dalle aree a pericolosità idraulica. Piccoli ampliamenti, sopraelevazioni,
ristrutturazioni.
Il territorio necessita di urgenti interventi di salvaguardia idraulica e non solo, qualcuno in grado di
interpretare quelle carte e di renderle uno strumento per la città e non contro la città, onde evitare di
paralizzare ulteriormente l’edilizia. Infatti “le nuove carte” sebbene indispensabili alla salvaguardia del
territorio, evidenziano aree troppo vaste soggette ad ogni tipo di vincolo. Dalla pericolosità idraulica a
quella idrogeologica, passando per la rottura degli argini fino alle frane.
Quello che è importante è individuare gli effettivi interventi di auto-sicurezza nel nostro territorio, in
quanto particolarmente onerosi e spesso di difficile realizzazione.
Per questo oggi i geometri apuani continuano a chiedere a che punto sia lo “stato dei lavori”.
Oltre 1000 osservazioni con 3000 punti al vaglio dei tecnici, delle commissioni, del consiglio comunale.
Capiamo perfettamente che il governo del territorio merita la giusta ponderazione e attenzione. E’ fatto da
scelte importanti da prendere con calma senza fretta, che da sempre è una cattiva consigliera.
Ma qui si evidenzia una mancata volontà di far alzare la testa ai piccoli imprenditori ed ai professionisti. La
Giunta deve dimostrare di avere a cuore il futuro di questa città.
La categoria, che in prolungate sedute collegiali, ha analizzato dettagliatamente il nuovo strumento
urbanistico allo scopo di far emergere e segnalare, non solo all’amministrazione ma a tutta la cittadinanza,
le criticità dello strumento in adozione, vede vanificato il proprio lavoro.
Numerose le richieste ufficiali di incontro con gli addetti ai lavori.
E invece? Tutto fermo. Richieste disattese, incontri rimandati. Quello che non è fermo è incredibilmente
rallentato.
Non servono a molto le richieste di incontro via pec, l’ultima protocollata l’11 aprile scorso. Ignorata.
Lo stesso dicasi la pec datata 20 febbraio 2017 e indirizzata al Responsabile del Servizio Salvaguardia
Idrogeologica e Protezione civile, in cui veniva richiesto un incontro, prima di qualsiasi decisione da parte
dell’Amministrazione, sull’applicazione della sanzione pecuniaria e quindi sul conteggio dell’importo
relativo, ai sensi dell’art. 206 bis della Legge Regionale 65/2014. In particolare stiamo parlando di opere
realizzate ante 1985 e si ritiene che il costo di produzione debba essere riferito all’anno in cui è stata
realizzata la violazione edilizia.
Tutto ciò allo scopo di sensibilizzare l’Amministrazione ad applicare un’equa sanzione che non vanifichi
l’intento del legislatore, sanzione che si applica su opere edilizie realizzate oltre 30 anni fa e che
probabilmente potevano essere nella condizione di conformità urbanistico-edilizia e non costituivano,
all’epoca, abuso edilizio.
La regione continua ad emanare norme. L’amministrazione non le fa mai sue. Dalla legge 5 del lontano
2010 al più recente 64/R fino alla Legge 65. E’ chiaro che il recepimento delle normative regionali non sarà
possibile fin quando non ci sarà l’approvazione definitiva del nuovo regolamento urbanistico, e poi
l’adeguamento del Regolamento Edilizio.
Eppure non c’è così tanto tempo a disposizione. Nel 2018 scadranno i fatidici tre anni per l’approvazione
del regolamento urbanistico. Dopo di che saranno possibili solo interventi di ordinaria manutenzione.
Totale collasso!
Il primo maggio abbiamo visto i nostri politici scendere in piazza a manifestare in mezzo alle bandiere che
inneggiano un bene fondamentale: il Lavoro.
Influenti presenze in un civile corteo. Presenze più che mai inadeguate. Perché sono loro a bloccare la
ripresa continuando a palleggiarsi uno strumento che potrebbe dare lavoro, impulso e speranza.
Auspichiamo che il futuro, ormai prossimo, veda una collaborazione tra le varie forze politiche per il bene
della città.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
COLLEGIO DEI GEOMETRI E G.L.
DELLA PROVINCIA DI MASSA CARRARA
