Stiamo assistendo ad una situazione di conflitto all’interno della struttura assistenziale “Regina Elena” di Carrara. Sulla stampa e  in Consiglio Comunale si stanno evidenziando posizioni divergenti tra chi dirige questa struttura e i rappresentanti dei lavoratori. A parte le previsioni di disavanzo di 300.000 Euro del bilancio 2017, che pare si vorrebbe ridurre  diminuendo il personale, ed aumentando le rette, la preoccupazione nostra è cosa significa tutto ciò per l’ assistenza per i cittadini di Carrara?

Vogliamo riflettere, noi della lista civica “La Svolta”, su questo disavanzo ma soprattutto  sulle rivendicazioni dei lavoratori che denunciano una  diminuzione  dell’assistenza  nel caso di una eventuale  diminuzione di organico. Vogliamo capire cosa significherebbe diminuire lo stato di assistenza per i cittadini.

Le domande che ci poniamo sono pertanto le seguenti: esiste a Carrara una assistenza  in grado di far fronte alle esigenze dei cittadini, malati, anziani ….. Domiciliare, strutturale? Numero di personale e strutture sufficienti? Esistono a Carrara strutture pubbliche con capienza sufficiente a far fronte, oggi,  alle esigenze mutate per un aumento dell’aspettativa di vita legata, però, ad un aumento delle malattie cosiddette “della terza età”? Rispetto alla nuova situazione creatasi dopo la costruzione del Noa e il contemporaneo ridimensionamento dell’Ospedale di Carrara, senza l’entrata in funzione di una “Casa della Salute h 24”, cosa potrebbe succedere a chi avesse bisogno di una assistenza” h 24”? Quale ricaduta avrebbe tutto questo rispetto ad una struttura ospedaliera con un numero ridotto di posti letto e di personale rispetto al passato?

Le nostre risposte non possono che essere:

è ovvio che oggi  Sanità ed Assistenza  sono viste in antitesi rispetto alle reali esigenze dei cittadini, la Salute ed il benessere dei cittadini devono essere poste al di sopra di ogni  “equilibrio di bilancio”. Queste esigenze fondamentali dei cittadini devono essere gestite, direttamente, dalle Amministrazioni comunali e non possono essere delegate ad Aziende Speciali o partecipate.

L’assistenza domiciliare deve essere potenziata affinché corrisponda in modo pieno ed esaustivo a tutte le esigenze dei cittadini: personale, mezzi, attrezzature ecc.

Le strutture assistenziali, come il “Regina Elena”, devono avere personale sufficiente a garantire un’assistenza “h 24” agli ospiti sia qualitativa sia quantitativa, ma deve essere garantito anche un numero sufficiente di posti letto rispetto alla popolazione di riferimento: età, malattie, ecc.

Le strutture devono corrispondere totalmente a quanto previsto dalle norme per garantire la sicurezza degli ospiti e dei lavoratori.

Noi siamo dalla parte dei lavoratori che denunciano carenze assistenziali e non di chi  riduce questa importante funzione ad un mero calcolo economico.