Ieri, 27 Aprile, il candidato a sindaco Andrea Vannucci insieme al suo staff ha inaugurato il Comitato elettorale Giovane in via Provinciale 29 bis ad Avenza. In una sala gremita Vannucci ha spiegato la funzione e l’ambizione delle sue quattro liste, ognuna delle quali nasce da un progetto e un’idea ben precisa. La lista dei progressisti ha l’importante scopo di aggregare le forze di sinistra, dalla Sinistra italiana e Movimento dei Democratici e Progressisti (MDP)alle più svariate realtà civiche di sinistra; la lista Carrara Democratica, mette insieme invece chi ha creduto nel PD, chi ci ha lavorato e chi lo avrebbe voluto diverso “noi siamo i disobbedienti” sorride ironicamente Vannucci, sottintendendo la vicenda del commissariamento di qualche mese fa, “perché non ci uniformiamo alle decisioni dall’alto di Firenze, che ci vorrebbe imporre un candidato non scelto dai cittadini di Carrara”. C’è poi la lista Cuore di Carrara, che unisce il mondo dei lavoratori e dei professionisti dalle più diverse qualifiche “c’è l’avvocato e l’architetto come chi si alza la mattina presto per fare le scale”, il denominatore comune è la volontà di chi oltre al lavoro vuole mettere a disposizione la propria passione civica, inglobando anche i moderati cattolici con il loro prezioso impegno sociale. La lista Carrara Giovane, presentata nell’occasione dal suo ideatore, Giovanni Pennucci, nasce invece come ci fa presente “con l’intento di far avvicinare i giovani alla politica cittadina che ad oggi non ha dato abbastanza attenzione alle nostre problematiche”. L’obiettivo è quello di ridare fiducia ai giovani con risposte concrete da parte dell’amministrazione per questo come spiega Pennucci “ abbiamo chiesto l’apparentamento con Andrea Vannucci, ritenendola una persona pronta e trasparente”, una persona insomma di cui ci si può fidare. A tale proposito una delegazione di giovanissimi ventenni di Marina di Carrara ha voluto consegnare ad Andrea Vannucci una lista con dei progetti per la città “per riportare un sorriso nei cittadini di Carrara, per fargli pensare, io sono di Carrara e ne vado fiero!”, questo è quello che simpaticamente dice Carlo Caleo.
Le quattro liste, spiega Vannucci, vogliono fotografare una poliedricità di Carrara che però bisogna sfidare perché da tanti centri, se ne formi uno solo, maturo, coeso e per far ciò “bisogna metterci le mani”, perché parliamoci chiaramente “ partecipazione non è aggiungere un posto a tavola, questa si chiama solidarietà semmai, partecipazione è costruire insieme l’oggetto stesso di quello che vogliamo sia un cammino di discontinuità”. In tale senso è da intendersi lo slogan di Vannucci , io mi fido di te, perché una volta che ci si rende conto che sono stati commessi degli errori passati e si vuole migliorare, il cambiamento si lascia alla facile demagogia, “ siamo tutti quanti, amministrazione e cittadini, chiamati a metterci la faccia” come spiega Vannucci.
La partecipazione è fondamentale, ma deve incontrare l’attenzione di tutta la cittadinanza “perché è solo in questo modo che possiamo sentirci meno soli, un unico uomo al comando amministrerà male la città, come è avvenuto nell’ attuale amministrazione, ognuno di noi deve volerci investire del suo, coinvolgere il mondo e le realtà che si vogliono amministrare è fondamentale” incalza Vannucci.
Migliorando insieme la città saremo noi stessi a migliorare, come personale auto-immagine: “bisogna dare dignità alla città e poi collegarla alle altre città della provincia e della Toscana, diventandone un avamposto e non una semplice zona di confine come è sempre stato”, per fare ciò dovremo creare delle “buone pratiche”, sfruttare e valorizzare la specificità del nostro territorio, il marmo, e la nostra vocazione all’internazionalità, il nostro sguardo verso il mare e oltre. Tutto questo presuppone il nostro coraggio, il nostro entusiasmo e una nostra autonomia decisionale di governo a cui, come città di Carrara, non vogliamo rinunciare: “non nascondiamoci dietro la paura di chi vuole sfasciare tutto come il M5S e neanche asserviamoci a chi vuole comandarci da Firenze, impariamo a camminare sulle nostre gambe” conclude Andrea Vannucci.
