L’economia apuana è ancora in difficoltà e nel 2016 gli indicatori dell’export presi in esame dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio su dati Istat sono allarmanti. Le esportazioni sono in flessione (-10,1%). Si salva solo la nautica che vede quasi decuplicare il suo fatturato passando da 9 a 40milioni di euro in un anno. In sofferenza la metalmeccanica legata alla Nuova Pignone ed il lapideo. Dopo aver toccato la quota record di 2miliardi di euro l’export in provincia di Massa Carrara fa segnare una prima battuta d’arresto nell’anno appena concluso. Ad incidere, questa volta in maniera negativa, sono ancora la Nuova Pignone, che era stata determinante in passato, e le esportazioni di marmo, granito e materiale grezzo. I valori di esportazioni hanno subito un calo di 207 milioni di euro. Un dato in controtendenza sia a livello regionale sia nazionale. Per quanto riguarda la metalmeccanica, ovvero macchinari e apparecchiature meccaniche, l’indagine dell’Isr evidenza che il comparto delle macchine di impiego generale, riguardanti la fabbricazione di turbine, pompe ed accessori, attività svolta da una sola impresa, la Nuovo Pignone, ha registrato una variazione negativa nell’ordine di 329 milioni di euro per un -29,5% su base annuale. Variazioni invece positive per le altre componente di rilievo della meccanica come macchine ed apparecchiature per industria chimica, petrolchimica e petrolifera, che evidenziano invece una crescita nell’ordine di circa 113 milioni di euro, per un totale di 196 milioni di vendite nell’anno 2016. Non è andata bene nemmeno per il comparto delle macchine utensili, riconducibili in parte anche alla produzione di macchine lapidee da miniera e cava, con un valore di 39 milioni di export (-13,6%) rispetto all’anno precedente. Altre valutazioni devono essere riservate al macrosettore lapideo che nel consuntivo 2016, per il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, in sostanza marmo e granito lavorato, ha registrato, rispetto al 2015, una lieve perdita, con un valore di circa 357 milioni di euro, diminuendo del -2,7%, in valore assoluto 10 milioni di euro. Un dato in controtendenza dopo anni di valori positivi (nel 2015 +8,4% , e nel 2014 + 3%). Stessa dinamica anche per la restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo, con un valore di 155 milioni di euro di vendite ha ottenuto nel 2016 un decremento del -9,6%. Comunque il dato 2016, seppur in diminuzione, resta il terzo migliore risultato degli ultimi dieci anni.