egr. sig. Sindaco,
in data 11 marzo scorso, appariva sulla cronaca locale del quotidiano La Nazione una “lieta novella”, tanto più lieta considerando i drammatici dati sulla disoccupazione nel territorio apuano, ovvero che stava per essere avviato un concreto AIUTO AI DISOCCUPATI, vale a dire la cosiddetta INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE, in altre parti dell’articolo denominata ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE.
Una sua foto campeggiava all’inizio dell’articolo, con evidenti riverberi positivi sull’immagine che la cittadinanza di Massa ha dell’amministrazione del proprio Comune.
I residenti venivano invitati a recarsi, per ogni informazione sulla citata “indennità”, presso il Centro per l’impiego, dove avrebbero potuto sottoscrivere un “patto di servizio”, a seguito del quale sarebbe stato erogato a loro favore un assegno di “500 euro per sei mesi”.
Pertanto, mi sono recato la settimana scorsa presso il Centro per l’impiego di Massa, dove un’addetta all’entrata – dietro mia precisa richiesta – mi riferiva che lo stesso Centro NON era ancora attrezzato per ricevere le istanze finalizzate a ricevere l’indennità di disoccupazione; venivo quindi invitato ad attendere la settimana successiva (cioè la settimana corrente), allorché il Centro per l’impiego sarebbe stato nella condizione di fornire ogni informazione in merito.
Di buon grado, prendevo atto di quanto riferitomi e attendevo una settimana.
Questa mattina, mi recavo nuovamente presso il Centro per l’impiego, dove un’altra addetta – dietro precisa richiesta – mi forniva una risposta elusiva e dilatoria; esprimevo quindi tutto il mio disappunto, in ragione delle informazioni ricevute la settimana scorsa, e chiedevo di poter conferire appena possibile con la Direzione del Centro.
Venivo quindi invitato a recarmi al terzo piano, dove parlavo con due addetti, ai quali chiedevo spiegazioni non solo in ordine alla “misteriosa” indennità, ma anche al fatto che il Centro per l’impiego – qualora fosse stata confermata la mancanza totale di disposizioni in merito – non avesse ritenuto di diffondere una pubblica smentita, in modo che i cittadini potessero essere correttamente informati, dopo aver ricevuto evidentemente notizie prive di adeguato fondamento.
Per tutta risposta, una dipendente – mostrando un certo disappunto e un evidente senso di fastidio – affermava che il Centro per l’impiego non si sarebbe mai sognato di fare pubbliche smentite (!), quand’anche (come nel caso in esame) si doveva ammettere che le informazioni diffuse con l’articolo di giornale dell’11.3.2017 erano sostanzialmente INFONDATE.
Ebbene, sig. Sindaco, mi sento di dire che la divulgazione attraverso mezzi di informazione di notizie rivelatesi prive di qualunque fondamento, tanto più se dirette ad alimentare false speranze nella sempre più vasta porzione di cittadini privi di un’occupazione stabile, rappresenti nel migliore dei casi il sintomo di disorganizzazione mediatica, nel peggiore dei casi una condotta grave e immorale.
Pertanto, la invito a disporre accertamenti e indagini volte a stabilire da quale fonte siano provenute le notizie infondate sopra menzionate e quale ruolo effettivo abbia avuto il Comune di Massa in questa incresciosa vicenda.
Fiducioso in un suo tempestivo interessamento e in un celere riscontro, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
Stefano Rossi
