Calci e pugni agli agenti di polizia penitenziaria. L’aggressione è avvenuta questa mattina all’interno della Casa di Reclusione di Massa quando un detenuto, recluso per reati contro il patrimonio, ha dato in escandescenze per parlare con il Comandante di Reparto. Avrebbe dovuto attendere visto che il funzionario era impegnato in altre attività, invece l’uomo si è improvvisamente scagliato contro gli agenti che lo stavano ascoltando. Altri sono intervenuto per bloccarlo, ma un ispettore è rimasto ferito e portato al Pronto Soccorso per le lesioni riportate. “E’ stata un’aggressione violenta ed ingiustificata – condanna Pasquale Salemme, segretario per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – e deve essere condannata con adeguati provvedimenti disciplinari e penali”. A Massa, lo scorso anno, il Sappe ha registrato 24 atti di autolesionismo, 3 tentati suicidi e 15 colluttazioni. I casi critici sono in aumento nonostante l’introduzione della vigilanza dinamica e del regime penitenziario aperto per cui il 95% dei detenuti esce dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno e molti sono impegnati in attività lavorative. “Gli episodi vengono sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”, attacca anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “aggressioni, risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e il numero dei detenuti è in aumento. Le carceri reggono solo grazie alla polizia penitenziaria”, dice il SAPPE, “ma mancano almeno 7 mila agenti in tutta Italia”.


Intervento del SAPPE  (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria)

Ancora al centro delle cronache un carcere della Toscana. Dopo la clamorosa evasione di tre detenuti dal penitenziario Sollicciano di Firenze, è nella Casa di Reclusione di Massa che si è verificato questa mattina un grave evento critico.

Spiega Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Questa mattina, un detenuto italiano – G.S. – ristretto nella Casa di Reclusione di Massa per i reati contro il patrimonio e personalità dello Stato, pretendeva di parlare con il Comandante di Reparto. All’invito fatto dal Personale di Polizia Penitenziaria di attendere perché il Funzionario era impegnato in altre attività, si è improvvisamente scagliato contro gli Agenti con calci e pugni. Il personale di Polizia è intervenuto prontamente bloccandolo, ma un Ispettore è stato inviato al Pronto Soccorso per le lesioni subite. Una aggressione violenta ingiusta ed ingiustificata, che deve essere stigmatizzata e condannata senza alcun indugio e che merita adeguati provvedimenti disciplinari e penali. Solidarietà al poliziotto penitenziario ferito dal SAPPE”.

Apprezzamento ai poliziotti penitenziari di Massa anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se  le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Queste aggressioni sono inaccettabili e vanno condannate con fermezza. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.  Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno – anche quando tutti gli altri che si interessano di carcere poche ore al giorno o a settimana dormono – , ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti …”.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, conclude il leader del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti. A Massa abbiamo registrato 24 atti di autolesionismo, 3 tentati suicidi sventati dalla Polizia Penitenziaria e 15 colluttazioni. E questo deve fare capire in quali condizioni sono costretti a lavorare i poliziotti penitenziari di Massa, spesso vittime loro stessi della follia delinquenziale di certi detenuti”.