C’era una pubblicità che recitava: “il telefono, la tua voce”. I tempi sono cambiati e forse è il caso di attualizzare lo spot: “lo smartphone, la tua croce”. Come si faccia a vivere lontano da quello che un tempo si chiamava semplicemente “il cellulare” è impossibile da immaginare. Hai un appuntamento? E segnato nell’agenda elettronica. Un compleanno? Ti avverte lui. Devi prendere appunti? Nell’era primitiva c’erano il block notes e la penna. Adesso? Macché? Tutto tecnologico.

sicurezza guida cellulare«Passiamo a prenderti». «Quando siamo sotto ti facciamo uno squillo», frasi classiche tra compagnie di amici. E addio al campanello che resta appannaggio dei testimoni di Geova. «Mi dai il tuo numero»? «Guarda fammi uno squillo che lo memorizzo». Con il risultato che chi ricorda più a memoria un numero di telefono? Neanche quello di casa. Per non parlare delle piccole, grandi tragedie isteriche che ti prendono quando – per qualche strana congiuntura dell’oroscopo – perdi tutto.

Non parliamo poi quando squilla nei momenti sbagliati. Per esempio al vicino di poltrona al cinema, nel momento clou. O quando sei alla cassa al supermercato. E avete mai letto davanti alle porte delle chiese: «Il signore vi ascolta e vi parla in molti modi. Ma non vi chiamerà al cellulare». Bene, c’è chi non ci crede e nel dubbio lo tiene acceso durante messe, matrimoni e funerali.

Trilla ovunque con le suonerie più improbabili. Se chiama l’amante c’è la canzone d’amore, se chiamano gli amici c’è la canzone di Jovanotti o quella del momento, se chiamano i bambini c’è l’abbaio del cane…
Nello scompartimento del treno dopo poco tempo sai già tutto di tutti. Chi parla sottovoce al cellulare?
cellulareE in strada? Sicuramente o voi siete andati addosso a qualcuno o qualcuno si è scontrato con voi durante una telefonata. Pensate che in Giappone – niente da fare, sono sempre più avanti – hanno fatto le corsie pedonali per chi parla al telefono camminando. Un abominio, diciamocelo.

Vi siete mai messi a curiosare per esempio che fanno i vostri vicini di tavolo al ristorante? Scena di 4 adolescenti mentre attendono la pizza: tutti e 4 sullo smartphone, magari comunicano pure tra loro via WathsApp.
Pensate sia finita? Vi dice quanto avete camminato o quanto avete corso; quante calorie avete ingurgitato e se siete ingrassati o solo pigri; vi annuncia se sta per piovere o no. Vi ricorda quanti minuti impiegherete per arrivare al lavoro, se c’è traffico o meno.

cellulare a tavolaSiamo tutti “addicted” – assuefatti –, schiavi di questo strumento, nessuno vuole perdere il controllo. Dicono i medici che questa sia una patologia psicologica diffusissima. E lo smartphone è perfetto per alimentare le nostre ansie. Gli esperti non risparmiano consigli per favorire il distacco: leggete un libro, fate una passeggiata e respirate a pieni polmoni, fate visita a un amico o un parente, ammirate un’opera d’arte, ascoltate la musica che vi piace.

La tecnologia oggi è alla portata e nelle mani di tutti: il 77% degli italiani possiede almeno uno degli 83 milioni di smartphone, mentre il report “Digital, Social e Mobile 2015” ha rivelato che in Italia 36,6 milioni di persone sono attive su internet con 28 milioni di profili social, su cui passano oltre 2,5 ore al giorno di connessione. Senza contare le 130 milioni di chiamate quotidiane col telefonino. Una dipendenza ribattezzata dagli esperti “sindrome di Capitan Uncino” perché, come il celebre personaggio di Peter Pan, costringe le persone a utilizzare solo la mano libera dal moderno “uncino”, il telefonino. La tecnologia ha invaso la vita degli italiani, costringendoli a dedicare la maggior parte del loro tempo a WhatsApp e ai social network. L’intera società è coinvolta in questo processo che ci vede tutti utenti, protagonisti di una realtà virtuale in cui viene appagato il narcisismo e la sete di protagonismo.

Ma come è possibile liberare finalmente le proprie mani e tornare a “toccare” ciò che offre la vita quotidiana? Secondo 9 esperti su 10 il primo passo da fare è imparare a spegnere lo smartphone ed essere in grado di capire quando è il caso di “staccare”: si possono fare diverse attività come gustare un gelato, coltivare la propria passione per gli animali e il pollice verde, concedere un massaggio al proprio compagno, giocare con i giochi tradizionali come il biliardino, cucinare a quattro mani con il proprio partner o con un amico.

cellulare bimbo mammaSecondo i risultati emersi da uno studio condotto dall’Università di Bonn, in media le persone controllano lo smartphone 80 volte al giorno, una ogni 12 minuti, e dedicano solo 8 minuti al giorno alla classica conversazione. Ancora più pessimistici i risultati indicati dall’annuale Internet Trends Report di Klaunier Perkins Caufield & Byer’s, una delle principali società di venture capital della Silicon Valley, che rivela invece un numero ben più preoccupante: secondo gli analisti americani infatti le persone controllano lo smartphone circa 150 volte al giorno.

Lo smartphone occupa diverse ore nella vita degli italiani: circa 2 italiani su 10 (17%) lo utilizzano per circa 6 ore al giorno, percentuale che sale al 45% tra i più giovani, mentre il 23% si attesta sulle 4 ore; la percentuale sale al 41% per chi si limita a 2 ore, mentre il 19% riesce a fare a meno del cellulare e lo utilizza meno di un’ora al giorno. Ma quali sono i luoghi dove ci si connette più spesso? Al primo posto il luogo di lavoro (96%), seguito da mezzi pubblici (84%), bar e locali (81%), a casa (72%).

Il portale Flurry Analytics, in un rapporto pubblicato dalla Washington Post, ha inoltre tracciato l’identikit dei mobile-dipendenti: sono più le donne (52%) che gli uomini (48%), provengono principalmente dalle fasce di età 18-24 (49%), 35-54 (40%) e 13-17 (25%) e si interessano principalmente di sport, automobilismo, giochi ed educazione.

cellulare maleducazioneMa quali vantaggi porta la scelta di liberare le proprie mani dagli oggetti tecnologici mobili? Oltre ad aumentare notevolmente le possibilità di socializzazione e interazione con le altre persone (90%), per l’81% degli esperti diminuire drasticamente l’utilizzo dello smartphone aumenta la produttività sul luogo di lavoro, appiana le tensioni (76%), favorisce la serenità nei legami familiari e sentimentali (73%) e dà la possibilità di scoprire nuove passioni e coltivare nuovi hobby avendo più tempo libero a disposizione(68%). Per i casi più patologici sono nati anche hotel dove vivere una vacanza all’insegna della “digitaldetox”, ovvero la disintossicazione dalla tecnologia.

E se siete arrivati a leggere l’articolo fino in fondo… beh almeno 5 minuti vi siete staccati. A meno che non lo abbiate letto sullo smartphone…

il tirreno