I RICORSI SUI BENI ESTIMATI POTREBBERO ESSERE A UN PUNTO DI SVOLTA. SIA I LEGALI DEL MUNICIPIO SIA QUELLI DEI 15 RICORRENTI HANNO CHIESTO UN PARERE PRELIMINARE DI MERITO SULLO “STATUS” DELLE CAVE ELENCATE NELL’EDITTO DEL 1751. COSA CHE POTREBBE PORTARE A UN “ACCORPAMENTO” DELLE AZIONI LEGALI
Un parere preliminare, da parte di uno dei giudici del Tribunale di Massa, sulla natura dei Beni Estimati. Una valutazione di merito, valida per tutti i 15 ricorsi, in cui a seguito di una disamina legale e storica, un magistrato stabilisca se le cave elencate nell’editto di Maria Teresa D’Este debbano essere assimiliate al patrimonio indisponibile del comune, e quindi pubbliche, o siano invece da considerare alla stregua di una proprietà privata. Lo hanno chiesto praticamente all’unisono i legali delle due parti in causa per la vicenda dei Beni Estimati, il Comune di Carrara e un nutrito gruppo di aziende del settore dell’escavazione “guidate” da Assindustria. Nei giorni scorsi, alla ripresa del contenzioso dopo il pronunciamento della corte costituzionale, gli avvocati delle due parti hanno chiesto un parere di merito sulla natura pubblica o privata dei beni estimati, che esuli dai singoli casi, e sia dunque valevole per tutti i 15 ricorsi. Un pronunciamento preliminare in grado di fare “giurisprudenza” anche per il proseguo dei singoli contenziosi che riprenderebbero, con un dibattito “cava per cava”, successivamente, partendo tutti però da un presupposto comune ovvero la definizione della natura giuridica delle cave “tutelate” dall’editto del 1751. Il delicato compito di effettuare questa valutazione potrebbe essere affidato al giudice Paolo Puzone, in quanto titolare del primo ricorso presentato in materia, quello di Omya e Cave Statuario intentato ormai quasi un anno fa a marzo 2016.
Nei giorni scorsi, tre ricorrenti si sono orientati proprio in questa direzione e il diretto interessato, il giudice Puzone, ha definito la richiesta «sensata e ragionevole», lasciando intendere di approvare l’iter.
se non ci saranno intoppi verso la fine di maggio ci potrebbero essere le condizioni per il pronunciamento richiesto, un verdetto delicatissimo, in grado di porre fine a un contenzioso vecchio di oltre 250 anni.
