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martedì, 24 gennaio, 2017

https://www.antenna3.tv/2017/01/24/la-senatrice-sara-paglini-ha-depositato-oggi-uninterrogazione-rivolta-al-ministro-poletti-e-al-ministro-orlando-perche-intervengano-urgentemente-sul-caso-del-sig-mario-barbieri/

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La senatrice Sara Paglini ha depositato oggi un’interrogazione rivolta al Ministro Poletti e al Ministro Orlando perché intervengano urgentemente sul caso del sig. Mario Barbieri

di  Redazione web

– La senatrice Sara Paglini ha depositato oggi un’interrogazione rivolta al Ministro Poletti e al Ministro Orlando perché intervengano urgentemente sul caso del sig. Mario Barbieri, l’operaio dei Nuovi Cantieri Apuania morto per un’asbestosi polmonare provocata dall’esposizione all’amianto. Non è la prima volta che la senatrice carrarese interviene sul caso di malattie professionali contratte sui luoghi di lavoro a causa dell’esposizione all’amianto. Lo aveva già fatto intervenendo sul caso dell’amianto presente presso i cantieri navali di Marina di Carrara nel marzo 2015 e per il caso dei lavoratori dello stabilimento Ansaldo-Breda di Pistoia. Un suo ordine del giorno sull’amianto presente negli istituti scolastici è stato accolto dal Governo come raccomandazione in sede di conversione in legge del decreto 154/2015, recante disposizioni urgenti in materia economico-sociale.

Nell’interrogazione di oggi la senatrice Paglini ha ricordato che “nel 2016, dopo 10 anni dalla scomparsa del sig. Mario Barbieri, la Corte d’Appello di Genova ha ribaltato il giudizio di primo grado condannando i familiari a restituire parte del denaro ricevuto in questi anni da INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) e che pertanto l’INAIL avrebbe richiesto indietro ai familiari circa 60 mila euro”. L’INAIL il 14 gennaio 2017 ha diramato un comunicato stampa in cui si è detta disponibile a trovare una soluzione sul caso Barbieri, ma è necessario che alle parole seguano i fatti. La senatrice Paglini ha inoltre fatto presente che “la famiglia Barbieri, oltre al gravissimo lutto, ha dovuto sostenere un lunghissimo ed estenuante processo, durante il quale sono stati depositati gli atti e le perizie mediche che confermano il nesso di causalità tra la morte dell’operaio e l’esposizione all’amianto. E’ inaccettabile che, ancora una volta, ci si trovi ad affrontare un caso in cui i lavoratori esposti all’amianto, oltre al danno subito, vedono negato il pieno riconoscimento della malattia professionale, proprio per questo oltre alla solidarietà alla famiglia, ho inoltrato un atto di sindacato ispettivo al Ministro del lavoro e al Ministro della giustizia perché facciano al più presto chiarezza”

 

La famiglia di Mario Barbieri, operaio morto per asbestosi polmonare nel 2006 per cause “collegate all’amianto”, non dovrà più restituire somme di denaro all’Inail e la vedova avrà diritto a una rendita e agli arretrati a partire dal decesso del marito. La decisione di oggi è arrivata dallo stesso Istituto che il 10 gennaio scorso aveva chiesto indietro 60mila euro, soldi ricevuti dalla famiglia per la morte di Mario, che per quasi trent’anni ha lavorato ai cantieri navali di Marina di Carrara. Nel 2016, esattamente dieci anni dopo la morte dell’operaio, il Tribunale gli aveva dimezzato l’invalidità (dall’80% al 38%), autorizzando così l’ente a fare richiesta dei soldi – da ricevere entro trenta giorni – ai tre figli dell’operaio e alla moglie di 75 anni, che ha perso pure la pensione di reversibilità.

Sono stati riscontrati i “presupposti per la costituzione della rendita a superstite”, specifica oggi l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro. Questo perché la morte di Barbieri è stata “causata anche dalla malattia professionale“. La scelta, condivisa dalla componente medica – fa sapere l’Inail – è stata possibile anche sulla base della documentazione prodotta successivamente alla sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Genova nell’ottobre 2016. E nel calcolo risulterebbe che la vedova è in credito.

ore: 19:27 | 

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