Il voto del 4 dicembre, con la partecipazione al Referendum del 70 per cento degli elettori italiani, ha decretato la sconfitta definitiva di una linea politica determinata a ledere e ridurre la possibilità da parte dei cittadini di esercitare fondamentali diritti costituzionali.

Nonostante il Governo sia stato battuto pesantemente dal voto degli elettori, ad esso ne è seguito un altro che, riproponendo gran parte dei precedenti Ministri e sostenitori della riforma costituzionale in posizioni strategiche, ha dato continuità ad un percorso politico che il risultato negativo del referendum aveva chiaramente messo in discussione.

Sembra che la portata del risultato referendario non sia stata compresa pienamente dalla Segreteria Nazionale che, sorda rispetto alle istanze emerse sia nel corso della campagna referendaria sia nel risultato elettorale, si ostina a non concedere spazi di dibattito interno, di presenza e di legittima rappresentatività a quella parte che aveva onestamente messo in guardia dal fallimento inevitabile.

All’indomani del voto ci si attendeva una seria, franca e profonda riflessione politica sulla gestione interna del Partito Democratico, ma purtroppo non si è avuto nessun ripensamento sulle posizioni adottate, nessuna analisi sulle cause e sui perché di un risultato politicamente tanto disastroso, sulle cose da fare per recuperare quel consenso e quella fiducia che i cittadini hanno tanto apertamente negato.

I sottoscrittori di questo documento auspicano fortemente che all’interno degli organismi dirigenti, ai vari livelli, si apra una riflessione critica, onesta e realistica, sullo stato del Partito e sulla sua gestione politica, al fine di riscoprire i valori costitutivi del nostro orizzonte politico nell’ottica di un confronto continuo.

In questi giorni assistiamo, con viva preoccupazione, agli sviluppi della situazione politica nella vicina  Carrara, all’interno del Partito Democratico.

Non è pensabile, a nostro avviso, che vengano esautorati della propria rappresentatività e delle proprie competenze gli organi territoriali legittimamente eletti.

Siamo convinti che stare all’interno di un grande partito, quale è sicuramente il PD, richieda un difficile esercizio di democrazia i cui principi possono essere messi seriamente in discussione nel momento in cui si stravolgono le regole a proprio vantaggio.

Il percorso che il Partito Democratico Carrarese sta compiendo in questa fase di avvicinamento alle elezioni amministrative si è fin qui svolto in un clima di partecipazione e trasparenza nel pieno e totale rispetto delle regole statutarie.

E’ oggettivamente difficile accettare che vengano esautorati, con azione autoritaria, gli organi legittimi preposti alla gestione del partito, con lo scopo evidente di imporre scelte politiche e percorsi non condivisi dal partito a livello locale, individuati e stabiliti altrove.

Le primarie rappresentano certamente uno strumento valido e democratico, se utilizzate nel pieno rispetto delle volontà politiche locali. Le sorti di una città, o di un territorio, non possono certo dipendere da volontà estranee, assai poco chiare e trasparenti, e col forte sospetto di essere un’espressione di parte. Le esperienze precedenti ce ne danno la certezza.

Domenico Ceccotti

Gabriele Carioli

Giorgio Raffi

Renzo Andreani

Sabrina Bertelloni

Eleonora Biancolini

Silvano Pitanti

Mauro Mazzoni

Giovanni Giusti

Uilian Berti

Claudio Palandrani