La commissione lavori pubblici ieri ha esaminato, alla presenza di alcune associazioni sportive e del RUP del Comune, il progetto del palazzetto dello sport.

Non è tutto rose e fiori come il Presidente di commissione ha voluto far apparire parlando a nome della commissione, ma ci sono molte criticità.

L’assessore Carioli ha riferito di aver ricevuto una telefonata dall’on. Nardi che avrebbe confermato l’erogazione del finanziamento di circa 3 mln di euro da parte del Governo entro febbraio 2017.

Questa è l’unica nota positiva.

Di contro sono emerse criticità allarmanti e perplessità sui tempi che metterebbero fortemente a rischio lo svolgimento dei campionati delle prossime stagioni per le squadre della nostra città già costrette a peregrinare.

Innanzitutto ribadiamo, come già fatto in questi ultimi anni, l’inidoneità dell’ubicazione: 3 mln di euro potevano e dovevano avere una migliore collocazione. Ed è strano che il comune NON abbia aree pubbliche disponibili.

Il permesso del CONI (necessario per poi avere tutti gli altri) è arrivato solamente in data 15 novembre 2016, ma ancora mancano i pareri dei Vigili del Fuoco e del Gonip. Ottenuti questi si dovrà imbastire un bando di gara “aperto” (su uno o due lotti a seconda se arriva il finanziamento promesso entro febbraio, oppure il comune debba procedere con proprie somme come da piano investimenti) e quindi altri 60 giorni di gara per poi procedere, se non ci saranno intoppi, all’assegnazione dei lavori.

In sostanza si evince che, ottimisticamente, prima di maggio/giugno non vedremo alcuna novità. Quindi l’ipotesi di avere il palazzetto funzionante entro il 2017 sarà remota.

palazzetto-sport-13-9-16-2L’investimento, comunque sia non è assolutamente proporzionato alla struttura finale: impossibile pensare che un palazzetto realizzato ex novo soffra già sulla carta il necessario ricorso alla deroga per determinate competizioni o manifestazioni.

Ad esempio pattinaggio ed hockey necessitano di uno spazio minimo di mt. 20×40. A questa misura ci si arriva comprendendo nel computo anche la zona di “out” proprio a ridosso dei muri perimetrali, senza margini di manovra. Questo sulla carta. Poi sappiamo bene come accade quando si traduce in realtà il progetto.

I canestri per la pallacanestro sono stati studiati appesi con la possibilità di essere alzati quando inutilizzati: scelta esteticamente orribile che costringerebbe alcuni atleti a dover svolgere esercizi con un oggetto sulla testa oltre che essere di intralcio nelle azioni di recupero nel volley.

Si spera che la scelta torni sui canestri motorizzati rimovibili.

Lo sforzo economico per realizzare questa “palestrona” non è stato fatto pensando al ritorno che una struttura del genere porta nel territorio, sia dal profilo economico che turistico.

L’ubicazione “limitante” e infelice costringe a spendere dei soldi partendo dal compromesso: omologazione per tutte le discipline o omologazione in virtù delle presenze? Comunque un’opera compiuta ma incompleta.

Alla fine non sarebbe stato meglio investire 3 milioni di euro per fare 3 tensostrutture a norma da un milione di euro ciascuna con la propria destinazione e caratterizzazione sportiva in modo da avere una eterogeneità di attività sportive tali da soddisfare tutte le esigenze?

 

Il consigliere comunale di Toscana Attiva

Stefano Caruso