Niente assemblea sul cantiere del costruendo forno crematorio. Le forze dell’ordine hanno negato al comitato di Turigliano di riunirsi all’interno dell’area cimiteriale dove è in fase di costruzione l’impianto progettato da Amia e Apuafarma. Questo non ha impedito però al comitato di discutere: ospitati nel giardino di una villa poco distante, i cittadini hanno ribadito le proprie preoccupazioni per l’impatto ambientale della struttura. Le domande e i dubbi che hanno sollevato ieri sera i risedenti sono sempre le stesse: quali garanzie ci sono sulle emissioni e sulla manutenzione a lungo termine dell’impianto? Perché non scegliere un’area più decentrata, come ad esempio la zona industriale? Quanto sarà grande la struttura e soprattutto si aprirà il servizio anche a richieste provenienti da fuori provincia? E’ un servizio che serve davvero o è utile solo a pareggiare i conti di Apuafarma? In mezzo a tanti quesiti non è mancato chi, con una buona dose di verve polemica, ha fatto notare che «in una città che muore come Carrara il forno crematorio è davvero la ciliegina sulla torta». Gli animi al Marasio restano caldi, come conferma l’alta adesione alla riunione, a cui hanno partecipato almeno una cinquantina di persone: anche per questo il comitato ha deciso di individuare una delegazione, che porti avanti il percorso di protesta e la raccolta firme che tornerà a incontrarsi la prossima settimana. La volontà è quella di estendere la battaglia a tutto il territorio perché, dicono i residenti, «i fumi del forno crematorio non si fermeranno certo al Marasio». Intanto però dalle forze politiche locali arriva un sì compatto al forno crematorio: sia il socialista Leonardo Buselli Psi, sia Claudia Bienaimè, consigliera di Carrara Bene Comune ed esponente dell’opposizione solitamente molto dura verso il municipio, si sono detti favorevoli al progetto.
