Niente unanimità, il consiglio comunale straordinario dedicato alla vertenza Nca in programma per domani si preannuncia quanto mai difficile. E questo perché la bozza di mozione messa a punto dal Pd non soddisfa né Rifondazione Comunista né il Movimento 5 Stelle. I margini di manovra è bene ribadirlo sono ancora ampi e non è escluso che domani proprio nel corso della seduta si trovi un accordo in extremis, con l’uscita dall’aula dei grillini e il sì di Rifondazione, previo emendamento. La bozza di mozione uscita da via Groppini parla di «preoccupazione per i nuovi 40 esuberi strutturali che (…) mettono in discussione quel battente occupazionale minimo garantito dagli accordi», richiama la proprietà a «far conoscere in tempi brevi il piano industriale», sollecita una «verifica della concessione trentennale delle aree» e chiede «una nuova convocazione del tavolo presso il ministero dello Sviluppo». Troppo poco per Rifondazione Comunista che con il capogruppo Massimo Menconi chiede un intervento più forte sui 40 esuberi e di mettere nero su bianco l’impegno per la proprietà a reintegrare i lavoratori “confinati” in sala mensa. Su questo fronte si proverà a lavorare a seduta in corso,  a colpi di emendamento mentre resta lo scoglio del “niet” dei 5 stelle. «Ci avete sempre escluso dalla vertenza, non abbiamo mai visto un documento nonostante il costante impegno delle nostre senatrici. E ora che ci sono problemi vi aspettate il nostro aiuto» ha spiegato il capogruppo grillino Matteo Martinelli, lasciando aperto come unico spiraglio la possibilità di un’uscita dall’aula dei suoi, per assicurare comunque l’unanimità alla mozione. Nonostante la nota con cui nei giorni scorsi la proprietà aveva parlato di un  «periodo di grande fermento», spiegando che  «il primo trimestre del 2016 è iniziato sotto i migliori auspici», alla vigilia del consiglio straordinario dedicato alla vertenza, il clima politico resta dunque teso.,