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giovedì, 19 novembre, 2015

https://www.antenna3.tv/2015/11/19/cave-proroga-termini-legge-in-attesa-corte-costituzionale-licenziato-latto-che-prevede-la-proroga-di-alcuni-termini-indicati-dalla-legge-regionale-disposizione-in-materia-di-cave/

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Cave: proroga termini legge, in attesa Corte costituzionale Licenziato l’atto che prevede la proroga di alcuni termini indicati dalla legge regionale “Disposizione in materia di cave”

di  Redazione web

Sì a maggioranza alla proposta di legge che prevede la proroga di alcuni termini indicati dalla legge regionale “Disposizioni in materia di cave”.

L’atto è stato licenziato in commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd) con l’astensione di Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

“Si tratta di una legge ricognitiva. Il suo approdo in commissione – ha spiegato Anselmi – consegue ad una circostanza che si è creata con l’impugnazione da parte della presidenza del Consiglio dei ministri della legge 35 che adesso giace in Corte Costituzionale per questioni legate al conflitto di competenze in tema di beni estimati. Questo contenzioso implica la necessità di uno scorrimento complessivo.”

“La legge – come è stato spiegato in commissione – in considerazione della condizione di ‘beni appartenenti al patrimonio indisponibile comunale degli agri marmiferi di cui alle concessioni livellarie già rilasciate dai Comuni di Massa e Carrara nonché dei beni estimati’, dettava alcune disposizioni, dando termini per arrivare ad una situazione dove sia gli agrimarmiferi che i beni estimati fossero messi in regime concessorio con gare e autorizzazioni”. Nell’articolo 32 era previsto che i comuni di Massa e Carrara facessero una ricognizione di questi beni estimati entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge (a metà aprile). La proposta è stata quella di far slittare di un anno i termini, in particolare quelli per l’attività di ricognizione dei beni, delle convenzioni stipulate per poter prolungare in regime transitorio la situazione, del regolamento che i comuni avrebbero dovuto emanare.

È necessario anche adeguare i termini, sui tempi di trasferimento del personale degli enti locali alla Regione, specificando le risorse finanziarie destinate alle politiche di sviluppo delle risorse umane e alla produttività per il personale trasferito, stimate in 120mila euro l’anno. “Dalle autonomie locali – ha detto Anselmi – viene segnalata l’opportunità di rivedere la data di decorrenza del periodo di durata delle concessioni da rilasciare nel periodo transitorio per dare maggiore certezza”. “Questa necessità è stata tradotta in un emendamento, individuando la data nel 31 ottobre 2016”. La proposta di legge passa ora all’esame dell’Aula.

ore: 18:13 | 

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