Aveva trasformato il salottino di casa sua in una sorta di laboratorio dove coltivava e produceva sostanze stupefacenti. Una serra dove le piantine di marijuana raggiungevano l’altezza di un metro e i fiorellini della canapa (dalla resina si ricava l’hashish) crescevano forti e rigogliosi. Merito della casalinga di 57 anni (i carabinieri non hanno fornito le generalità della donna) che curava l’orticello dentro le mura della sua abitazione. Convinta che mai avrebbero scoperto il suo business, dato che per le forze dell’ordine era una perfetta sconosciuta.
Invece per una coincidenza i carabinieri hanno fatto una perquisizione in casa sua e aprendo la porta della stanza laboratorio sono rimasti a bocca aperta, perché sembrava davvero una piccola fabbrica: perfetta e soprattutto funzionale. C’era l’impianto di areazione, l’illuminazione a led per non seccare le foglie e soprattutto l’impianto di irrigazione che permetteva alla casalinga di controllare a distanza, mentre lei si occupava dei lavori domestici, la distribuzione dell’acqua alla canapa e alla marijuana.
Ma c’era anche il raccolto, dato che i militari dell’aliquota operativa hanno trovato ben cinquecento grammi di hashish e trenta grammi di marijuana. Poco distante c’era pure il materiale che serviva alla preparazione e al confezionamento delle dosi da immettere sul mercato. L’Arma non è ancora riuscita a stabilire se era lei a fornire la merce ai pusher oppure se dopo averla prodotta la dava a qualcuno e questo poi faceva da grossista. Certo è che la mole di affari, secondo gli inquirenti, era importante.
Dopo l’arresto la casalinga si è trovata davanti al giudice che ha disposto la custodia cautelare ai domiciliari. Dove troverà la porta del suo prezioso laboratorio con i sigilli.
il tirreno
