campo baseballEra stato arrestato proprio in quel campo di baseball, nei pressi dell’istituto alberghiero, dove gioca con mazza e palline insieme ai suoi connazionali. L’accusa per quel cittadino dominicano era di spaccio di cocaina. E per questo era finito ai domiciliari. Un provvedimento troppo severo, secondo lui, soprattutto quando bisogna scendere sul diamante, correre e sudare per un fuori campo.

Così dopo pochi giorni è evaso ed è stato trovato da una pattuglia dei carabinieri nei pressi dell’impianto, stava rientrando dopo aver visto gli amici strapazzare un’altra squadra. È stato portato in caserma e rimesso ai domiciliari con la minaccia di finire in cella se ci riprovava. Ha resistito una settimana, ma poi il baseball, sport nazionale a Santo Domingo, lo ha nuovamente attirato a sé. Non per un match, ma per la manutenzione del campo. L’uomo è responsabile del team dominicano e quindi quando c’è qualcosa gli addetti chiamano lui. Ieri mattina il ragazzo che doveva innaffiare l’erba ha avuto un problema con la valvola e quindi lo ha contattato. Lui non si è fatto pregare due volte, ha indossato una tuta da lavoro e si è precipitato per vedere cosa era successo. E ha risolto il guaio con un paio di pinze. Appena l’acqua è uscita però invece di tornare ai domiciliari ringraziando il cielo per non essere stato scoperto si è messo a dare da bere all’erba. Facendo praticamente da giardiniere. E mentre innaffiava ha visto la pattuglia dei carabinieri. I militari gli hanno fatto cenno di avvicinarsi all’auto e gli hanno detto di salire a bordo perché era in arresto. Lui ha chiesto qualche minuto, ha chiuso la valvola e rimesso a posto la manichetta e poi si è consegnato. In caserma ha scherzato sulla sua passione per il baseball e poi si è presentato in manette davanti al giudice. Che lo ha rimandato ai domiciliari con l’aggiunta del braccialetto elettronico per rilevarne gli spostamenti. Se evade ancora una volta però verrà sbattuto in carcere e addio baseball.

 

 

 

il tirreno