caruso 1L’amministrazione comunale non perde tempo per alzare l’ennesima bandierina di una vittoria che, nella realtà deve dimostrare di avere “gambe”.

Ci riferiamo alla revisione del regolamento sulle sale giochi votato nell’ultimo consiglio comunale.

Dopo il Regolamento di Polizia Urbana, ancora ben lontano da vedere una puntuale applicazione, adesso si manifesta soddisfazione per l’ennesimo provvedimento che rimarrà solo carta.

Resta ferma la nostra posizione di contrarietà ad incentivare le persone a sperperare il proprio denaro in quello che è un gioco che vede come unico vincitore lo Stato.

Ma nonostante fosse stato proposto dal sottoscritto in Consiglio comunale di attivare da subito un provvedimento che andasse nella direzione di contribuire a combattere la ludopatia, come l’ipotesi di inserire un limite di tempo entro il quale un qualsiasi giocatore può sostare all’interno di un qualsiasi locale ove sono installate macchine per il gioco d’azzardo legalizzato, si è preferito demandare il tutto al nuovo regolamento che dovrà essere stilato dall’apposita commissione attività produttive.

Però sorgono delle perplessità su quale sia la reale volontà dell’amministrazione nell’applicare e far rispettare quella che al momento è solo una demagogica produzione di carta.

Nella fattispecie mi riferisco ad una sala giochi che si trova collocata sull’Aurelia ad una distanza di soli 100 metri da una chiesa.

Se è stato concesso l’insediamento di questa attività, nonostante fosse in vigore già dal 2011 l’attuale regolamento delle sale giochi che prevede una distanza minima di 500 metri, come è possibile credere che in realtà l’amministrazione voglia fare qualcosa di concreto per combattere la ludopatia se continua a concedere permessi per installare postazioni di gioco in totale violazione di un regolamento già esistente?

 

Il Consigliere comunale NCD

Stefano Caruso