L’Associazione Industriali di Massa Carrara, insieme alle altre Associazioni dell’Alto Tirreno (Savona, Genova, La Spezia e Livorno), segue con attenzione la riforma del sistema portuale italiano e rileva che le varie proposte sin qui avanzate (Ministro Lupi, Partito democratico, ..), al di là del progetto ancora sfuocato di aggregazione delle Autorità portuali, sottintendono un disegno di chiusura degli spazi per gli operatori dei porti e per la loro competitività. La riforma, sotto questo punto di vista, farebbe fare passi indietro alla capacità del nostro sistema portuale di attrarre traffici e di competere con gli altri porti del Mediterraneo.
In particolare le Associazioni territoriali di Confindustria chiedono fermamente che sia consolidato il ruolo degli operatori portuali e dei concessionari (terminalisti, imprese portuali, ecc.) per incentivarne gli investimenti; che la regolamentazione delle concessioni, mutuando le buone pratiche dai porti del Nord Europa, non mortifichi i progetti imprenditoriali; che siano semplificate (e non ulteriormente appesantite) le procedure burocratiche amministrative; che siano rafforzati i rapporti con le imprese dei territori vicini; che siano superati i numerosi vincoli che tutt’ora limitano l’azione degli operatori; che la gestione complessiva dei nostri porti risponda a criteri di efficienza e di rapporti costi benefici.
Lascia molto perplessi, infine, l’invasiva riappropriazione di funzioni gestionali da parte del settore pubblico a scapito dei rappresentati degli operatori portuali.
Le Associazioni di Massa Carrara, Savona, Genova, La Spezia e Livorno invitano a valutare attentamente questi punti specifici e a mettere mano ad una riforma capace di fare della portualità italiana e della logistica veri motori di sviluppo delle Regioni Liguria e Toscana e, più in generale, del Paese.
