Il Coordinamento del PDL della Lunigiana, riunito in assemblea, ha condiviso un documento sulla fusione dei Comuni ed un ordine del giorno che sarà presentato in tutti i Consigli.
Il Popolo della Libertà ritiene doveroso favorire la partecipazione, sollecitare l’informazione ed indire in proposito referendum, alle cui risultanze si dovrà tenere fede. Inoltre, il si alle fusioni, dovrà essere legato al raggiungimento dei seguenti obiettivi: risparmio, razionalizzazione, semplificazione istituzionale, reperimento incentivi e risorse straordinarie, garanzia di servizi adeguati e decentramento.
Al momento le amministrazioni più interessate alle fusioni (Aulla, Bagnone, Podenzana e Villafranca) non hanno condiviso le ragioni di questi processi con la popolazione, limitandosi a discutere in altre sedi, secondo logiche legate al dirigismo e non certo alla condivisione con i cittadini.
Sarebbe invece stato necessario, e lo è ancora, spiegare alla cittadinanza tutte le motivazioni che dovrebbero spingere i Comuni alla fusione.
Il PDL ritiene infatti che debba essere determinante la volontà popolare, che debbano essere preparati quesiti referendari che concedano ai cittadini il più ampio spazio di scelta e che solo la chiara intenzione della cittadinanza debba orientare le scelte..
Ogni consigliere comunale presenterà una mozione che impegnerà formalmente i sindaci uscenti, al secondo mandato, a non ricandidarsi per questioni di opportunità: è stato infatti inevitabile notare come tre dei quattro comuni che potrebbero addivenire a fusione siano governati da sindaci che, senza fusione, non si potrebbero ricandidare. Ben consapevoli che sia un loro diritto ripresentarsi in caso di nascita di un nuovo Comune, siamo però convinti che le logiche dell’opportunità e del rinnovamento suggeriscano altre soluzioni.
Non è più il tempo di pensare prima agli interessi personali subordinando quelli del territorio: un passo indietro sarebbe opzione apprezzata da chi vede nella politica un servizio alla cittadinanza e non il contrario 8anche alla luce di risultati amministrativi che certo non si possono definire brillanti).
Allo stesso tempo in alcuni Comuni dove si sarebbero potuti attivare processi partecipativi ed informativi per la fusione, non lo si è fatto per ragioni opposte, ovvero la fresca elezione di sindaci ha indotto i primi cittadini a non sottoporsi alla volontà popolare per non perdere la poltrona (Licciana e Mulazzo in primis). Chi dovesse prendere o tenere posizioni dissimili da quelle espresse in questo comunicato lo farebbe solo e soltanto a titolo personale e non a nome del PDL.
Il Popolo della Libertà della Lunigiana
