Una mostra affascinante, di pittura ma anche di montagne, che riconcilia l’uomo con la natura e che fa vedere le Alpi Apuane così come sono state create, senza la presenza umana che invece, ormai da millenni, le contraddistingue e le condiziona.
Questo il concetto espresso da Nicola Danti, presidente della commissione Cultura, che simbolicamente ha tagliato il nastro dell’esposizione “Alpi Apuane, così come il Creatore ce le ha date” del pittore Emilio Cavani, che rimarrà visitabile da oggi al 28 febbraio, dalle 14 alle 18, dal lunedì al venerdì, a Palazzo Bastogi, una delle sedi del Consiglio toscano. Danti si è detto orgoglioso di inaugurare questa mostra, sia come consigliere regionale in rappresentanza dell’Assemblea, sia come appassionato della montagna.
Con Danti e con l’artista, all’ouverture, c’era l’alpinista Sergio Rinaldi, che offrendo la visione dell’uomo di montagna ha evidenziato come Cavani, di fatto, ha saputo ascoltare la Apuane e ha dato loro voce, rendendole immagini attraverso una tempera pulita ed equilibrata, tale da rappresentare le Apuane nel modo più naturale e veritiero possibile.
Cavani, da parte sua, si è limitato a ricordare che la sua analisi pittorica è tesa a rappresentare la montagna allo stato selvatico, scevra dalla presenza umana, e che il titolo della mostra non è stato scelto a caso in quanto il suo obiettivo artistico è dipingere le Apuane senza gli effetti dell’antropizzazione. Il pittore ha quindi fatto dono di un’opera a tempera, dal titolo “Spallone del Monte Sagro”, alla Pinacoteca del Consiglio regionale.
