Le dimissioni dell’assessore Volpi offrono, al segretario comunale del Pd, l’occasione per dichiarare la fine della maggioranza che governa il Comune di Massa e chiedere le dimissioni del Sindaco Pucci.
Le conclusioni e le speranze di Ugolotti appaiono precipitose e contradditorie.
Le conclusioni di Ugolotti sono precipitose perchè saranno gli atti del Consiglio Comunale che certificheranno o meno se la maggioranza che sostiene la giunta non esiste più; sono conclusioni contradditori perchè Volpi, nello spiegare le proprie dimissioni, non si dissocia dalle scelte fatte dall’amministrazione(e come potrebbe?), né si dichiara all’opposizione.
Questa “non dissociazione” di Volpi è infatti il motivo che fa dire a Ugolotti che Volpi non è né sarà mai il candidato del Pd alla carica di Sindaco; lo apprezza solo perchè Volpi si presenta come antagonista al Sindaco Pucci, ma gli rimprovera di essere un professore che ha l’ambizione di fare il Sindaco, di essere ondivago nelle scelte politiche ( va all’inaugurazione delle sedi elettorali del Pd e poi a quelle di Ingroia), e di non avere un’idea di città.
Se per caso Volpi avesse mai cullato l’dea di essere il candidato preferito dal Pd, adesso sa cosa pensa di lui il Pd.
Su una cosa siamo d’accordo con Ugolotti: per governare occorre avere un’idea di città e, aggiungiamo, occorre avere un perimetro non ambiguo delle forze che intendono proporre un programma di governo.
Allora ci permettiamo di far notare che il tavolo delle forze che hanno indetto le primarie per il 7 aprile non presenta né identità di programmi né affinità politiche.
L’Idv ha già un proprio candidato, ma quale programma? Il Prc è fuori, come l’Idv, dal centro sinistra che si presenta alle elezioni politiche; il Pri intende partecipare alle primarie del centro sinistra, ma a livello nazionale sta con il centro destra. E che dire di quei personaggi, notoriamente di destra che ora ,folgorati sulla via di Damasco da pulsioni socialdemocratiche, partecipano al tavolo del “cosidetto centrosinistra”? E che contributo politico portano i pochi radicali di Massa all’opposizione di tutto?
A quel tavolo partercipano anche associazioni delle quali fanno parte persone certamente rispettabili, ma che sono state create troppo di recente per non ingenerare il sospetto di essere state create ad hoc.
Al Pd chiediamo se questa può essere davvero una coalizione che può dar vita ad una stagione nuova del centro sinistra a Massa.
Bisogna tornare alla politica; quella che non privilegia le ambizioni personali o di gruppi di potere; quella che mette prima di tutto gli interessi della città, i programmi, poi le forze politiche e sociali, quindi le donne e gli uomini che, democraticamente scelti, vengono chiamati a guidare le amministrazioni.
Noi torniamo a proporre, a tutte le forze politiche e sociali del centro sinistra, il percorso sopra delineato; consapevoli che ci sono punti programmatici irrinunciabili quali la trasparenza nella gestione degli enti, l’attuazione del piano strutturale e del regolamento urbanistico, un bilancio che definisca le priorità, l’attenzione alle situazioni di disagio sociale, le scelte urbanistiche che favoriscano nuovi insediamenti artigianali e industriali, la cancellazione di carrozzoni come Massa Servizi, la realizzazione del porto turistico, il recupero delle colonie a fini turistici e residenziali (fino al 25%) a volumetrie invariate.
Sappiamo anche di poter mettere a servizio della città, in un libero confronto con tutti, una risorsa in più: un sindaco che ha saputo guidare, con ottimi risultati, l’amministrazione comunale in questi cinque anni. Anche per questo non si possono chiedere le dimissioni del sindaco Pucci e nello stesso tempo invitarlo a un caotico tavolo. Misuriamoci invece sulle cose fatte e su quelle da fare.
Ass. 28 Aprile, SEL, UDC, API
