All’apparenza è soltanto un anello d’oro, neppure di valore: basta mettere sul bancone poche centinaia di euro e in qualunque gioielleria te lo vendono. Con tanto di iscrizione. Una classica fede matrimoniale, che chi decide di iniziare un percorso insieme a un’altra persona si scambia. Questo anellino però ha una storia da raccontare, che sicuramente piacerà alle donne.
Il giorno di San Valentino un uomo passeggiando per piazza Aranci trova la fede nuziale in terra. La trova per caso, dandole una pedata mentre camminava. La raccoglie e guarda all’interno per vedere se c’è scritto qualcosa. Infatti c’è il nome di una donna e una data: 31maggio 2003, quasi dieci anni fa. L’anello è fortunato, il cittadino che lo ha trovato è una persona onesta (esistono, sappiatelo) che lo consegna al poliziotto di quartiere che incontra proprio mentre si trova ancora in piazza Aranci. L’agente a quel punto contatta il personale delle volanti che prende in custodia l’anello.
E a questo punto inizia l’indagine per ritrovare il proprietario. Gli indizi sono pochi, soltanto un nome femminile e la data presumibilmente del matrimonio. Non solo: né in questura né dai carabinieri risultano denunce di furto o smarrimento di una fede nuziale. Il personale della polizia consulta tutti gli archivi a disposizione, e l’anello continua a essere fortunato: dopo un difficile lavoro di ricerca, si riesce a trovare la donna che ha sposato il 31 maggio 2003 l’uomo un po’ sbadato che ha perso l’anello. I due vengono contattati e corrono subito in questura a riprendere l’oggetto che testimonia la loro unione.
L’anello non avrà molto valore economico, ma chiaramente elevato valore affettivo per i coniugi che esprimono sentiti ringraziamenti al personale della polizia di stato. «Grazie, pensavo di aver rovinato la festa a mia moglie», si è congedato lui prima di uscire dall’ufficio dell’ispettore che si è trasformato in Cupido. L’anello è stato davvero fortunato, forse perché giovedì era San Valentino?
Il Tirreno
