I recenti episodi raccontati sulle cronache locali e coinvolgenti sia la Sanità territoriale che ospedaliera impongono alcune riflessioni prima ancora che sul merito, su cui ci sarebbe tanto da ridire, sul metodo attuativo con cui sono state impartite soluzioni e prese decisioni.
Nel concreto si tratta:
-della chiusura, il sabato mattina, del presidio territoriale di Villette, attuata “ex abrupto” senza la necessaria ed opportuna informazione alla popolazione residente in quella zona in modo che non si verificasse quanto invece è successo e cioè che alcuni cittadini si presentassero “digiuni per prelievi” il 5 gennaio trovando ad accoglierli una porta serrata ed un laconico biglietto che diceva “da oggi il distretto è chiuso il sabato“.
-dell’episodio che ha coinvolto l’infermiere Lenzoni, episodio che deve essere così letto: caro cittadino o hai i soldi per pagare il ticket oppure non hai diritto alla prestazione sanitaria. Ben vengano tanti Lenzoni a rimediare a questa che definire stortura è un eufemismo.
– da ultimo, l’episodio perpetratosi all’interno dell’Ospedale in cui una salma è rimasta per ore in una sala di degenza che ovviamente ospitava altri malati,” perchè il personale addetto al trasporto era occupato per un espianto a Carrara”.
– questi tre episodi sono l’ “iceberg” di una soverchiante burocratizzazione della Sanità nella ASL1 la quale, sulla carta e a parole, conviene e converge sull’assioma ” il cittadino col suo bisogno socio-sanitario deve essere al centro dell’organizzazione Sanitaria” ma, nella pratica, lo disattende come testimoniano questi tre episodi.
Ma la Sanità Toscana non è dalla Regione portata ad esempio di “buona sanità”? E allora, Governatore Rossi, intervenga perchè venga tenuto in debito conto dai “suoi” burocrati che informare preventivamente i cittadini delle decisioni “prese sulla loro pelle” è buona pratica da rispettare, che al cittadino che accede alle strutture sanitarie non venga negata la prestazione sanitaria se non ha i soldi e che la umanizzazione è il valore aggiunto che dà in qualunque situazione, anche alla morte, una qualità percepita degna del rispetto che si deve all’essere umano.
Inviti inoltre la Direzione Aziendale che pur concordando sulla necessità di evitare gli sprechi in Sanità è necessario evitare di mettere in atto soluzioni organizzative “aborracciate” (che possono essere foriere di pericolo) dettate dallo scopo di partecipare a progetti regionali finanziati e non con l’obiettivo di formare il personale ai nuovi modelli di cura da attuarsi nell’Ospedale di Viale Mattei.
L’assessore alla sanità dott.ssa Franca Leonardi
