Interprete e truffatore. Questa la doppia veste di un 46enne, di origine marocchina ma residente a Carrara, che ha raggirato un imprenditore egiziano titolare di una società di import-export con sede a Shakk El Soban, zona industriale della capitale egiziana Il Cairo.
Il marocchino, ingaggiato dall’ imprenditore come interprete, aveva ‘dirottato’ in Marocco intere partite di blocchi di marmo. Una volta smascherata la truffa dalla polizia, il 46enne è stato denunciato, processato e condannato dal tribunale di Massa Carrara a 10 mesi di reclusione.
L’imprenditore lo aveva ingaggiato per farsi aiutare nelle trattative per l’acquisto di ingenti partite di marmo da imprenditori locali da altre imprese operanti a Orosei, in Sardegna.
Gli affari venivano conclusi regolarmente, con il pagamento anticipato del materiale acquistato da parte della società facente capo all’egiziano, ma gli imprenditori locali e quelli sardi, in buona fede, spedivano la merce in un luogo indicato dall’interprete marocchino, che era diverso da quello richiesto dall’imprenditore egiziano. Il marmo veniva imbarcato al porto di Marina di Carrara.
Per l’interprete-truffatore i problemi non sono finiti: dovrà presentarsi ancora dinnanzi al tribunale per rispondere anche del furto della somma di 30.000 dollari in contanti che, secondo la polizia, aveva sottratto allo stesso imprenditore egiziano all’interno di una cabina del traghetto in navigazione verso la Sardegna, durante uno dei viaggi di lavoro.
