A Massa il centrodestra sta commettendo un grave errore, restando alla finestra e concedendo ormai da mesi il monopolio del dibattito politico alla sinistra. Come si può pensare di fare opposizione in questo modo? Come si può pensare di costruire un’alternativa per i cittadini?
La Destra ritiene che il tempo per “stare alla finestra” sia finito, chi finora ha adottato una strategia attendista si faccia da parte e lasci il campo a chi crede davvero in un’opposizione concreta al malgoverno che caratterizza il territorio da decenni.
Servono forze giovani, servono progetti civici e proposte in grado di attrarre un elettorato deluso dalla politica dei tatticismi che ultimamente sembra aver contagiato anche parte del centrodestra massese.
Si rischia altrimenti di ripetere la “Caporetto” di Carrara, assestandosi a percentuali irrilevanti. Non è possibile pensare che ci sia chi gioca al ribasso pur di assicurarsi il posto da consigliere comunale, emarginando chi davvero ha i voti e ragionando nel modo del “muoia la nazione purché viva la fazione”.
Il centrodestra deve essere in grado di convocare da subito un tavolo programmatico per convergere sulle modalità di scelta del nome del candidato a sindaco per le prossime elezioni. A nostro avviso, la modalità migliore, l’unica in grado di garantire unità e credibilità al centrodestra, è quella delle primarie aperte a tutta la cittadinanza. Al contrario, il solito nome calato dall’alto causerebbe un’irrimediabile frammentazione, come avvenuto nel 2008, quando PDL, La Destra e Lega Nord si presentarono ognuno per conto proprio.
Non accettiamo che gli alleati che da sempre condividono battaglie sul territorio e a livello nazionale, come la Lega Nord e noi de La Destra, vengono snobbati, quasi che il PDL massese si ritenga autosufficiente o che cerchi l’inciucio con altre forze politiche che non appartengono alla nostra area.
Forse c’è chi pecca di presunzione, ma noi confidiamo comunque che si possa avviare un dialogo costruttivo e paritario per il bene della città e per garantire un’alternativa convinta e senza sconti alla sinistra, che possa portare gli elettori del centrodestra alle urne, sottraendoli alle alternative dell’astensionismo o del voto di protesta.