Si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare del Divieto di Dimora a due Massesi ed il sequestro preventivo di 4 appartamenti dal valore complessivo di circa un milione di euro , l’indagine condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Massa codificata “Realty of sex”. L’indagine era partita nel mese di giugno 2011, dopo che i Carabinieri di Quartiere in servizio nel zona di Marina di Massa, avevano raccolto numerose lamentele da parte di negozianti e privati cittadini riguardo alla presenza di numerosi appartamenti divenuti vere e proprie alcove dove consumare rapporti sessuali a pagamento con avvenenti giovani provenienti sia dall’est Europa che dal Sud America. All’indomani dell’ennesima denuncia presentata da una moglie tradita, il Comando Provinciale Carabinieri di Massa aveva iniziato i primi accertamenti sul fenomeno della prostituzione esercitata all’interno degli appartamenti dislocati in Provincia.
Fingendosi di volta in volta clienti interessati alle prestazioni delle giovani meretrici, i militari dell’Arma avevano iniziato ad identificare decine e decine di giovani prostitute in altrettanti appartamenti dislocati nella zona di Marina di Massa acquisendo, di volta in volta, i contratti di locazione. Lo screening capillare nel tempo aveva fatto emergere che denominatore comune di quasi tutte le ragazze era una delle quasi cento Agenzie Immobiliari presenti nel Comune di Massa. Con il tempo e grazie all’esperienza maturata nel settore, alcune delle prostitute avevano iniziato ad aprirsi con i militari, rappresentando loro l’esistenza di un vero e proprio mercato con un giro d’affari da migliaia di euro facente capo al responsabile di una nota storica Agenzia Immobiliare con sede nel centro di Marina di Massa.
In buona sostanza l’Immobiliare ed il suo titolare, negli anni, erano diventati il punto di riferimento di escort e prostitute a cui potersi rivolgere per reperire un immobile ove esercitare la loro opera senza che venissero fatte “troppe domande”. Le indagini, coordinate dal Sostituto Dottoressa Rossella Soffio della Procura della Repubblica di Massa, oltre a sancire un’assoluta connivenza del titolare dell’immobiliare e di un suo fidato collaboratore, che oltre a provvedere alla sistemazione logistica delle giovani si preoccupavano di reperire le giovani da inserire negli appartamenti sottoponendole ad una selezione “estetica” provvedendo in alcuni casi loro esigenze personali, hanno evidenziato che spesso gli immobili, in ragione dell’uso che dovevano farne, venivano locati, sia nel periodo invernale che in quello estivo, a prezzi maggiorati rispetto a quelli di mercato spesso anche all’insaputa dei proprietari dell’appartamento stesso.
Questo continuo alternarsi di giovani garantiva al titolare dell’agenzia ingenti continui introiti economici, prevalentemente “esentasse”, anche in periodi dell’anno in cui il mercato degli affitti temporanei era latente
da Il Tirreno
