Il Consiglio Regionale sugli accorpamenti delle province in Toscana, partito con un’ora e mezzo di ritardo questa mattina, non ha voluto scegliere fra le due proposte antagoniste uscite dal Consiglio delle Autonomie Locali della Toscana.
Saranno dunque passate al Governo entrambe le proposte: quella UPI sostenuta anche dal presidente Baccelli e dal sindaco Tambellini che prevede cinque provincie (Lucca-Massa Carrara; Pisa-Livorno; Siena Grosseto; Pistoia-Prato, Arezzo da sola) più l’area metropolitana di Firenze, e contemporaneamente anche l’altra, voluta dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che prevede solo quattro province (Pistoia-Prato, Siena Grosseto, Arezzo da sola, e la maxiprovincia di Lucca – Massa Carrara – Pisa – Livorno).
La mozione che inglobava la proposta UPI presentata dall’PDL-UdC e consiglieri del Gruppo misto ha ottenuto solo 24 voti favorevoli contro 24 contrari e 6 astenuti. Fondamentale lo sfilamento dei consiglieri IdV che si sono astenuti, negando il sostegno attivo alla proposta trasversale che sembrava poter avere la meglio.
Approvata dunque con 26 voti favorevoli, 22 contrari e due astenuti la proposta ‘pilatesca’ del capogruppo PD Bugli che mette una ‘pezza’ penosa sulle divisioni del Partito Democratico toscano rinunciando a fornire una proposta unitaria forte e sostenuta trasversalmente da una maggioranza ben più ampia che si è manifestata chiaramente nella discussione di queste settimane.
Interviene sulla questione il senatore Andrea Marcucci (PD): “La battaglia ora si sposta a Roma. Chiederò a tutti i colleghi parlamentari eletti nel territorio di intervenire sul governo per favorire l’accorpamento tra Lucca e Massa Carrara. Mi auguro che l’unità di tutta una comunità, sintetizzata dalla medesima posizione del sindaco Tambellini, del presidente Baccelli e praticamente di tutti gli altri amministratori, possa favorire un accordo diverso”.
“Il decreto che l’esecutivo ha annunciato per novembre dovrà tenere conto delle indicazioni che arrivano dalle Regioni-spiega il parlamentare– se si è scelto di mantenere in vita le Province, pur trasformandole, significa che gli enti dovranno essere costituiti con una logica razionale. Dispiace che il consiglio regionale non abbia accolto il solo documento dell’UPI ( composto peraltro da dieci presidenti tutti targati Pd), sostenuto tra gli altri da Marco Remaschi, adesso toccherà ai parlamentari e a tutte le istituzioni territoriali fare la differenza. Su questo, anche grazie ad una campagna di stampa molto seguita, in tutta la nostra Provincia c’è una vera unità. E a differenza di quanto è avvenuto a Firenze-conclude Marcucci- anche il Pd, nonostante le primarie, condivide la stessa posizione espressa dal sindaco Tambellini e dal presidente Baccelli“.
“La Regione ha perso un’occasione” così si esprime il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli. “Il Consiglio delle Autonomie Locali aveva fatto un lavoro istruttorio arrivando a formulare due proposte da portare al voto del Consiglio regionale, quella che ipotizzava quattro Province e la città metropolitana, e quella, che ho sempre sostenuto, che prevedeva invece cinque Province e la città metropolitana. Il Consiglio regionale –continua Baccelli- doveva esprimere di fronte al Governo una posizione forte attraverso la scelta di solo una delle due ipotesi. Non facendolo, ha sprecato un’occasione.”
“Adesso che il Governo dovrà emanare il decreto di riordino e, conseguentemente, il Parlamento convertirlo in legge – conclude Baccelli – continuerò a farmi portavoce anche con i nostri parlamentari, così come ho fatto presso i consiglieri regionali, dell’unica ipotesi che continuo a ritenere giusta, quella cioè che prevede l’unione di Lucca con Massa Carrara, in quanto assicura un maggior presidio sul territorio delle articolazioni dello stato, un miglior equilibrio demografico e la dimensione ottimale per la miglior gestione delle funzioni assegnate alle nuove Province”.
