“Non è più tempo di stare a guardare; la Politica non deve più essere percepita dai giovani come un universo lontano e incomprensibile”. È questa la ragione che ha spinto alcuni ventenni lunigianesi ad avviare un percorso che ha portato alla nascita del circolo dei Giovani Democratici della Lunigiana. La riunione per la costituzione ufficiale del gruppo si è tenuta mercoledì scorso – 3 ottobre – a Pontremoli alla presenza del segretario provinciale Gd, Francesco Bennati. I fondatori del circolo hanno eletto come coordinatrice Beatrice Nava. La giovane esponente democratica si dichiara soddisfatta dell’entusiasmo riscontrato nei fondatori e nei ragazzi che stanno aderendo al progetto: “siamo partiti da un piccolo gruppo, ma si stanno creando grande entusiasmo e grande aspettativa attorno alla nostra idea. La politica ha bisogno di noi giovani e proprio da noi può e deve partire quel processo di inclusione e di partecipazione giovanile che è determinante per il nostro territorio. Per essere efficaci dobbiamo unire semplicità, immediatezza e carica innovativa a serietà e solidità organizzativa. I giovani devono tornare a formarsi, a incontrarsi, a confrontarsi per fare proposte concrete per lo sviluppo e lo “svecchiamento” della nostra Lunigiana. Sono proprio questi gli obiettivi che i giovani democratici si pongono: vogliono essere strumento di partecipazione e di dibattito, una realtà concreta e propositiva, aperta e competente.
Ci sta particolarmente a cuore chiarire da subito la nostra identità: non intendiamo essere trattati come una “sottocategoria inconcludente”. Vogliamo “occuparci del futuro” ripartendo proprio dai diretti interessati. Ricreare le condizioni per poter lavorare e mettere su casa in Lunigiana, questo é il cuore della nostra proposta. Per dare risposte credibili non possiamo affidarci all’improvvisazione e al solipsismo: abbiamo bisogno di coinvolgere di nuovo i giovani; vogliamo con forza attuare nelle istituzioni quel necessario ricambio generazionale che non si improvvisa ma si costruisce, che non è un fatto di carta di identità ma di competenza e di freschezza di approccio. Coloro che oggi ricoprono cariche pubbliche spesso parlano un linguaggio lontano dalla nostra generazione, usano categorie di analisi della realtà ormai superate.
La nostra sfida consiste proprio nel dimostrare la capacità di interpretare il cambiamento proponendo luoghi nuovi, forme organizzative diverse, riferimenti culturali attuali e in linea con l’epoca della quale siamo protagonisti. Dobbiamo essere competitivi grazie alla nostra preparazione, alla nostra tenacia, al nostro entusiasmo, alla nostra carica innovativa.
Il modello – volutamente ambizioso – al quale voglio ispirarmi in questa nuova esperienza é Aung San Suu Kyi, la leader birmana del “Walk On”, “Vai Avanti” di Bono Vox.
Nessuno ci dirà: “Prego, accomodatevi, vi facciamo posto, ci mettiamo da parte per dare spazio a voi”. Prendiamo esempio da una donna che ha saputo lottare per il suo popolo che ha saputo mantenere la rotta in condizioni difficilissime. Per cosa? Per un progetto di società nel quale crede e per il quale è stata disposta a sacrificare la propria libertà”.
