Il recente “clamore” sul caso della Cardio-Chirurgia infantile, che ha sede nella Azienda “Fondazione Monasterio” all’OPA, deve provocare qualche riflessione. Le reiterate pressioni – utilizzando situazioni sanitarie che non dovrebbero essere oggetto di strumentalizzazione mediatica bensì di modalità operative per affrontarle – sono dovute al fatto che la struttura dell’OPA è “una eccellenza”, manca nella struttura pediatrica fiorentina e proprio per questo è ” oggetto del desiderio” del Mejer. Bene ha risposto l’Assessore Marroni:la sede della Cardiochirurgia infantile è l’OPA e sia essa che garantisce al Mejer il supporto per i casi di emergenza /urgenza che si possono sviluppare in quella struttura attraverso un aumento dell’organico sanitario appositamente formato.
La battaglia appare vinta, non la guerra che continuerà: c’è da scommetterci!
Si invitano pertanto i Sindaci della Provincia, che costituiscono organo programmatorio attraverso la Conferenza dei Sindaci, a ribadire che l’OPA con tutte le sue specialità sia a valenza regionale che di Area Vasta Nord-Ovest, deve restare appannaggio di questo territorio ove sono nate e si sono sviluppate raggiungendo l’ eccellenza.
Mi permetto un suggerimento derivante da quanto si è venuto a realizzare negli ultimi sei anni: il punto nascita dell’ASL1 (con le tre discipline di Ostetricia, Neonatologia e Anestesiologia che lavorano in team) non si sposti in viale Mattei quando l’Ospedale apuano verrà completato, rimanga all’OPA per consentire d’avere in quella sede un “unicum” nella Regione Toscana: il punto nascita accanto alla cardiochirurgia infantile. E non mi si dica che per 30 casi non ne vale la pena: è una bestialità sanitaria solo pensarlo.
l’ Assessore con delega alla Sanità del Comune di Massa
dott.ssa Franca Leonardi
