Sono stati pubblicati il 28 agosto i dati definitivi dei trasferimenti finanziari dello Stato agli Enti locali e la situazione che ne emerge è assolutamente drammatica. Ai dati provvisori dei trasferimenti determinati dalla somma dei tagli previsti dai vari decreti Tremonti comunicati dal Ministero, sui quali i Comuni avevano con grandissima difficoltà costruito i propri bilanci, costretti a manovre aggiuntive su IMU e IRPEF, adesso si aggiungono gli effetti della “spending review”.

Faccio qualche esempio a partire dal mio Comune, Fabbriche di Vallico (LU), dove registriamo un meno 36.000 Euro sul dato dei trasferimenti provvisori che assommavano a circa 261.000 Euro, quindi siamo ad oltre 10% di tagli.

Altri esempi di Comuni montani nei cui bilanci esistono ben poche possibilità di manovra: San Godenzo meno 80.000 Euro; Chiusi della Verna meno 100.000 Euro; Molazzana meno 77.000 Euro; Camporgiano meno 100.000 Euro.

Che cosa si può fare, come si può assorbire un altro taglio senza toccare significativamente la qualità dei servizi, che ormai, del resto, sono ridotti all’osso?!

Che cosa possono fare i Sindaci, ritoccare ancora l’IMU o l’IRPEF? Nessuno di noi lo vuole fare perché le nostre popolazioni, le famiglie, non ce la fanno più, non sono in grado di sopportare altre stangate. Allora tagliamo tutti i servizi, chiudiamo qualche mensa scolastica, licenziamo qualche dipendente: io non sono intenzionato a farlo e mi sembra che neanche che i miei colleghi amministratori siano disponibili ad andare in questa direzione.

Adesso bisogna assumere posizioni nette e chiare: se questo Governo e questo Parlamento ritengono che i Comuni non siano più l’asse portante del sistema istituzionale per la loro vicinanza alle comunità locali e ai loro cittadini, lo si dica con altrettanta chiarezza, ma si dica anche chi si assumerà la responsabilità della gestione dei servizi e dei territori.

Credo che sia necessario che le nostre associazioni, a livello regionale e nazionale, organizzino una mobilitazione immediata per fronteggiare e rendere informata l’opinione pubblica di una situazione ormai insostenibile per i Comuni, in particolare per quelli piccoli e montani.