Una mozione con cui si chiede alla Giunta regionale di “sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza al fine di intraprendere tutte quelle azioni necessarie affinché si vigili attentamente sugli appalti pubblici”, ma anche per “trasmettere alla Guardia di Finanza i nominativi delle aziende che propongono ribassi al di sopra del 30 per cento al fine di coadiuvare gli organi preposti nelle verifiche di congruità”, è stata approvata, all’unanimità, dal Consiglio toscano.

La mozione, presentata dalla Lega Nord, origina dalla presa d’atto che “come dimostrano recenti inchieste dei Carabinieri del Ros, anche in Toscana sono presenti infiltrazioni delle più importanti organizzazioni criminali di stampo mafioso” e che “secondo la Fondazione Caponnetto il giro d’affari delle mafie in Toscana si aggira attorno ai 15 miliardi di euro”. Inoltre, specifica la mozione, “sono molteplici i settori nei quali la mafia sembra operare”, in particolare in quelli dei videopoker, della compravendita di immobili ed esercizi commerciali, del riciclaggio nel gioco d’azzardo e nelle scommesse clandestine, “per finire negli appalti pubblici”. Le Province più a rischio sono Massa Carrara, Lucca, Firenze, Arezzo e Prato, ma “una discreta presenza economica mafiosa è accertata in tutte le Province”.

La mozione, che porta le firme dei consiglieri leghisti Antonio Gambetta Vianna e Gian Luca Lazzeri, precisa infine che “in un periodo di crisi strutturale che perdura ormai da alcuni anni le imprese che incontrano maggiori difficoltà sono proprio quelle che rispettano la legalità” e stigmatizza il fatto che “è divenuta consuetudine degli Enti locali l’utilizzo dello strumento della gara d’appalto al minimo ribasso”.