Arrivati a stagione balneare inoltrata, il dispendioso piano di difesa dell’arenile apuo-versiliese, rivela ormai tutta la sua inutilità.
Ma neanche di fronte all’evidenza si vuole ammettere il totale fallimento del progetto.
I danni maggiori li ha subiti il litorale dei Ronchi. Qui ormai la spiaggia è solo una sottile striscia di sabbia. Il numero di ombrelloni è calato drasticamente e i turisti, anche gli abituali frequentatori, preferiscono spostarsi su spiagge più comode e spaziose.
“Stiamo assistendo inerti ad un disastro paesaggistico, turistico ed economico. Nessuno muove un dito. Ormai è chiaro che è stato commesso un errore madornale ed è stato speso male il denaro pubblico, ma perseverare in questa direzione senza decidersi a porre rimedio al danno fatto è diabolico” dichiara la Consigliera regionale Marina Staccioli, nonché coordinatrice del Movimento Identità Toscana.
Economicamente parlando, l’impegno della Regione per il programma ‘Difesa dall’erosione della costa’ era stato parecchio gravoso, l’investimento ammontava a circa 42 milioni di euro.
“Insisto sul fatto che sia assolutamente doveroso e anche scontato, da parte della Regione, di preoccuparsi di monitorare continuamente l’avanzamento dei lavori e dei progetti che finanzia con il denaro pubblico. Ma forse così non è stato – incalza la Staccioli – perché altrimenti non si capisce come si sia potuti arrivare a questi punti.
“Da mesi chiedo in Regione delle spiegazioni sul risultato catastrofico del piano di ripascimento adottato, ma la Giunta fa orecchie da mercante.”
Anche il consigliere provinciale Micheloni, coordinatore di Identità Toscana, che da tempo segue la questione da vicino, fa sapere che “alla vicenda si aggiungono anche le accuse di scarsa trasparenza nei lavori anti erosione mosse dell’IDV nei confronti della provincia di Massa-Carrara. Ombre e sospetti gettati non da chi fa opposizione, ma dalla stessa maggioranza…a buon intenditor poche parole.”
