“La Toscana è stata la prima regione ad attuare una legge di riforma istituzionale che prospetta un nuovo scenario per gli enti montani. Le Unioni montane dei Comuni esercitano tutte le funzioni per lo sviluppo e per la crescita del welfare locale, coniugandolo con l’impegno tradizionale nel settore forestazione, bonifica, agricoltura, difesa del suolo. È questa la strada giusta per una adeguata governance montana. Crediamo molto nel fatto che un “obbligo”, quello di mettere insieme le funzioni fondamentali, sia la ricetta vincente per i territori montani, rappresentando un concreto passo in avanti nella direzione di un governo unitario del sistema dei servizi nei territori montani. Ciò consente di non retrocedere di un millimetro nella qualità dei servizi erogati in montagna e di rendere i piccoli Comuni protagonisti in un’ottica di ottimizzazione delle risorse. Se si vuole davvero puntare sullo sviluppo del nostro paese non si può prescindere dalla montagna, un territorio ricco di risorse che è giusto siano valorizzate in quanto patrimonio collettivo a beneficio di tutti.
E i risparmi che la montagna toscana sta generando sono iniziati già con le Comunità Montane nel 2008 quando tutte le indennità erano state azzerate, situazione confermata e consolidata con il passaggio alle Unioni montane dei Comuni e con la presenza dei Sindaci. La Regione ha calcolato che la gestione unitaria dei servizi obbligati potrebbe portare ad un risparmio delle spese correnti di oltre 2 mln, parlando di enti montani la cifra assume una rilevanza particolare.
In un territorio marginale e fragile come quello montano non si può sottovalutare il fatto che la produttività delle Comunità montane prima e delle Unioni montane dei Comuni ora, si traduce in un impegno di circa 200 mln l’anno per interventi sul territorio, servizi ecc., di cui 120 mln di pagamenti reali sul territorio. Ciò rappresenta una grande e fondamentale realtà di sviluppo socio economico.”
