Alessandro Scarafuggi è di nuovo un uomo libero. Il Gip Giuseppe Laghezza del Tribunale di Massa ha infatti accolto l’istanza di revoca della custodia cautelare agli arresti domiciliari scattata lo scorso 23 maggio nei confronti dell’ex direttore generale della Asl di Massa Carrara prima e di Pistoia poi.
«Il Gip ha ritenuto che non sussistessero più le ragioni che avevano portato all’ordinanza — spiega l’avvocato Alberto Corsinovi, codifensore di Scarafuggi insieme ai colleghi Federico Bagattini e Renato Salimbeni, tutti di Firenze — che si basava sulla gravità delle accuse e sul rischio di reiterazione del reato. Il nostro cliente si è infatti prontamente dimesso dai propri incarichi e va considerato che le accuse riguardano il falso in bilancio relativo al 2004-2005, ovvero a un lasso di tempo per il quale si avvicina la scadenza per prescrizione».
A favorire la decisione del giudice per le indagini preliminare avrebbero contribuito, secondo i legali di Scarafuggi, anche le risposte fornite dal manager nel corso dell’udienza di convalida. «Il nostro cliente — ha spiegato ancora Corsinovi — ha dato conto di alcune circostanze che avevano indotto la Procura a richiedere la custodia cautelare. In particolare, ci sono state importanti precisazioni sul senso di una frase intercettata dagli inquirenti sulla certificazione del bilancio 2010 della Asl di Pistoia, che il nostro assistito ha inteso spiegare». Dopo oltre un anno dall’esplosione del caso sul buco milionario (il dissesto ammonterebbe a 224 milioni di euro) alla Asl 1 di Massa Carrara, le indagini erano arrivate a una svolta a maggio.
La guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Massa, aveva fatto scattare le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due direttori generali pro tempore, Alessandro Scarafuggi (dal 2002 al 2007) e Vito Antonio Delvino (dal 2007 al 2010), chiamati a rispondere del reato di falso in atto pubblico. In carcere invece l’ex direttore amministrativo, Ermanno Giannetti (in carica dal 2006 al 2010), detenuto a Massa per falso in atto pubblico in concorso con i direttori generali e peculato. Accanto ai tre dirigenti, altre 11 persone, a vario titolo, sono state denunciate.
E le indagini hanno gettato ombre anche sulla gestione della Asl 3 di Pistoia, dato che una telefonata intercettata faceva ipotizzare difficoltà nella certificazione dei conti del 2010. Da qui i timori sul rischio di reiterazione del reato che avevano fatto scattare i domiciliari, ora revocati a seguito delle dimissioni del direttore. Intanto le indagini preliminari vanno avanti.
