Pare che a dare per primi la notizia siano stati i frati della Basilica di San Francesco d’Assisi. Su twitter, alle 12,10, 23 minuti prima dei lanci d’agenzia, attraverso il profilo della rivista San Francesco patrono d’Italia. Dove è apparso anche un servizio di cordoglio e anche l’ultimo racconto scritto da Dalla, protagonista un francescano. “E’ morto Lucio Dalla – si legge nel messaggio -, dolore e sgomento della comunità francescana conventuale di Assisi per l’improvvisa scomparsa del cantautore di Dio…”.
“Era contento di come era andato il concerto – fanno sapere dalla Midas, società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella -. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate”, poi il malore.
“L’ho sentito ieri sera, vivissimo”. E’ la testimonianza di Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione. Non ci voleva credere. “Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni,
la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, stava andando a Montreux. Era felice”.
A Montreux, ieri sera, Dalla ha portato regolarmente a termine il suo concerto. Chi invece non riesce a proferir parola è Ron, a lungo partner musicale di Lucio. Le lacrime, al telefono, soffocano ogni tentativo di aprir bocca. Francesco De Gregori non parla. Ne avrebbe da raccontare, lui che con Dalla cambiò la storia della musica dal vivo in Italia con la tournée in coppia Banana Republic. Lui che con Dalla aveva ripetuto l’esperienza tra 2010 e 2011, riempiendo arene e palazzetti in tutta Italia
