La cosiddetta tassa per la ricostruzione o “tassa sulle disgrazie” sembra
destinata a sparire. La Corte Costituzionale ha infatti definito illegittima
la tassa, che riguardava anche le zone alluvionate in Lunigiana, accogliendo
il ricorso presentato da sei regioni, Toscana compresa, contro il decreto
milleproroghe del governo Berlusconi: esso stabiliva che, in caso di
calamità naturali, gli enti aumentassero al massimo le proprie addizionali
per poter avere poi eventuali altri aiuti dallo Stato. “La decisione è da
accogliere con favore – è il commento di Oreste Giurlani, presidente di
Uncem Toscana – E’ assurdo, infatti, far pagare da un lato alla Regione e
dall’altro lato ai cittadini, con l’aumento delle accise sui carburanti, i
danni provocati da calamità naturali. Così i residenti delle zone colpite
pagano due volte: prima per i danni subiti poi per dover garantire, per la
propria parte, la loro copertura finanziaria”.
Adesso si tratta di capire come verranno reperiti i fondi necessari alla
ricostruzione, oggi delle zone alluvionate in Lunigiana, domani per altre
calamità. “Credo che il governo – conclude Giurlani – debba impegnarsi a far
arrivare prima possibile le risorse promesse e garantire, per il futuro,
interventi finanziari per circostanze analoghe”.